Il tramonto più bello dell’estate? Nessuna poesia, ma solo cause inquietanti

giovedì 31 agosto 2017

Il bagliore notato in tutto il Salento al calar del sole potrebbe essere stato originato dal pulviscolo e dai fumi trasportati dalle correnti nell’atmosfera. Lo spiega il sito Supermeteo.

Il tramonto di ieri sera, su tutto il territorio salentino e pugliese (e non solo) è stato caratterizzato da un intenso bagliore che ha assunto colorazioni dal giallo intenso sino al rosso vivido.

Nonostante il fascino del fenomeno ottico osservato ieri sera, le cause, invece, potrebbero essere più inquietanti e risiedere nell’enorme quantità di fumo e pulviscolo immesso nell’atmosfera (e poi diffuso dai venti alle varie quote) dai numerosi incendi che stanno attanagliando il bacino del Mediterraneo, Italia, soprattutto centrale, compresa.

Le immagini del satellite Terra/Modis della Nasa, infatti, anche se relative al primo pomeriggio, mostrano la grande quantità di fumo presente nell’atmosfera che circonda l’Italia, dovuta ai numerosissimi roghi attivi in quel momento sia in Italia sia sulle coste meridionali della Jugoslavia. Fumo e polveri che, poi, i venti mediamente settentrionali hanno spinto sempre di più verso il Salento.

Una conferma in tal senso viene anche dalla quantità di aerosol (piccole particelle solide e liquide sospese nell’aria) presenti in quel momento in atmosfera e riportate nell’immagine satellitare di sinistra: le aree arancioni e rosse sono quelle con maggiore contenuto di aerosol e, grossomodo, coincidono con le zone in cui si percepisce più fumo nell’immagine satellitare nel canale del visibile.

Che effetto hanno queste particelle sulla luce solare al #tramonto? Senza entrare in dettagli fisici, possiamo semplificare il discorso affermando che tali particelle molto sottili, per le loro dimensioni, sono tali da interagire con la lunghezza d’onda della luce solare esaltandone il fenomeno di diffusione ottica dei colori giallo e rosso (scattering di Rayleigh - stesso principio fisico per cui il cielo appare blu di giorno).

Proprio in base a questi ragionamenti, è da escludere la presenza di molecole di vapore acqueo in quota in quanto, tali particelle, per le loro dimensioni, subirebbero un processo di diffusione ottica (detto scattering di Mie) tale dare una colorazione biancastra al cielo, tipico delle giornate umide con dominio dell’Anticiclone Africano. Tra l’altro, a conferma di ciò, i dati dei radiosondaggi di Brindisi mostrano una colonna d’aria particolarmente secca già a partire dalle quote medie, che poi sono quelle di interesse per il fenomeno in questione.

Da escludere, inoltre, la presenza di pulviscolo sahariano in quota, viste le correnti settentrionali e i risultati dei principali modelli di calcolo.

Fonte: Supermeteo

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