Tuffi sicuri, ecco la mappa delle acque salentine più pulite

mercoledì 23 agosto 2017
I campionamenti dell'Arpa lungo le coste salentine promuovono la qualità delle acque. Quasi assente anche l' "alga tossica".

Le acque del mare salentino sono pulite: lo dicono i dati del monitoraggio effettuato da Arpa Puglia nelle scorse settimane lungo le coste. Bandierine blu ovunque nella mappa pubblicata dall'agenzia regionale che analizza mensilmente le acque destinate alla balneazione nelle sei provincie pugliesi (ad esclusione di quelle portuali, protette e di quelle direttamente interessate dagli scarichi).
I campionamenti in particolare rilevano la presenza di enterococchi intestinali ed Eschirichia Coli: batteri che, se presenti in grandi quantità (200 UFC per 100 ml di acqua nel primo caso e 500 UFC per 100 ml nel secondo) compromettono la balneabilità e possono causare infezioni.

Le presenze di batteri nelle acque salentine – e pugliesi – sono bassissime o assenti. Tra le località in cui l'acqua è risultata essere “pura” ci sono Novaglie, faro Santa Maria di Leuca, Roca vecchia, Uluzzo, Pescoluse, Baia Verde, Torre Suda e Torre Castiglione. Qualche presenza “sgradita” ma ben al di sotto del livello di guardia (i valori non superano mai i 5-6 UFC) è stata registrata ad Andrano (località La Botte), Torre Chianca, Torre dell'Orso, Otranto (La Piramide e vicino al canale Idro).

Buona la situazione per quanto riguarda la presenza dell' “alga tossica” (Ostreopsis Ovata) nella seconda metà di agosto. La concentrazione più alta è stata registrata sul fondale di Porto Badisco (diminuita rispetto al mese di luglio) e a Torre Columena, sul litorale ionico dove la presenza dell'alga è risultata “abbondante”. La presenza dell'alga può causare malessere transitorio nei bagnanti (riniti, faringiti, laringiti, bronchiti, febbre, dermatiti, congiuntiviti) in concomitanza di elevate concentrazioni di Ostreopsis nelle acque e sui fondali. soprattutto dopo mareggiate. Nel caso di certificata fioritura di Ostreopsis, l'Arpa consiglia di limitare il consumo di organismi quali, ad esempio, i ricci di mare: i ricci, a causa della loro eco-biologia (brucano sulle alghe) potrebbero potenzialmente accumulare la tossina.

 

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