Vino salentino spacciato per "prosecco": a scoprirlo un assessore veneto in ferie

mercoledì 16 agosto 2017

L’episodio nei giorni scorsi in una località vicino a Gallipoli, dove è apparso un fantomatico “Prosecco Millesimato Lido Punta della Suina”: un assessore veneto, in ferie nel Salento, ha denunciato l’episodio.

Nel menù tra i prodotti proposti agli avventori spunta un prosecco “prodotto in Salento”, ovvero il “Prosecco Millesimato Lido Punta della Suina”: peccato che il vino bianco, a denominazione di origine controllata, sia prodotto altrove, ossia proprio dalle parti di uno dei clienti, che non è rimasto indifferente dinanzi a questa “stranezza”.

Il cliente in questione è un assessore al turismo di Valdobbiadene (una delle maggiori zone di produzione del prosecco), Tommaso Razzolini, che ha raccontato sul suo profilo Facebook la disavventura: “Mi è capitato di trovarmi in una località turistica italiana – scrive -, vicino a Gallipoli nel Salento (Puglia), dove ho visto il listino prezzi che potete vedere in allegato. Incuriosito da quel prodotto chiamato ‘Prosecco Millesimato Lido Punta della Suina’ ho chiesto informazioni su cosa fosse, la risposta è stata che quel vino era un bianco frizzante prodotto in zona. A questa affermazione data, presumo dal titolare, ho risposto che essendo assessore nel Comune di Valdobbiadene conosco le regole e non mi risulta possibile produrre il Prosecco all'infuori di una determinata area”.

“La controrisposta che mi è stata data dal presunto titolare del locale – prosegue -, è stata quella che lui, come lavoro al di là dell'attività estiva, lavora presso la segreteria della Presidenza del Consiglio dei Ministri, se questo fosse vero sarebbe un motivo in più per rispettare le regole, e che anche se io sono Assessore lui lavora in un organo superiore al mio”.

“Da assessore al Turismo di Valdobbiadene, nonché Consigliere della Provincia di Treviso – ha evidenziato -, ho chiesto ai due Consorzi di Tutela di approfondire la questione. Sono ben sicuro che queste situazioni siano già diffuse nel mercato globale, ma sia da Amministratore che cittadino non posso voltare le spalle e prendere questa situazione nella più totale indifferenza e omertà. Invito tutti voi, se vi dovessero capitare questo tipo di situazioni, di segnalarle ai due Consorzi di Tutela DOCG e DOC”.

 

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