Giornata Emigrante col ricordo delle tabacchine, Piconese: "Memoria necessaria"

domenica 6 agosto 2017

Appuntamento il 9 agosto a Uggiano La Chiesa con “A nuda voce” di Coriano dedicato alle tabacchine morte nell’incendio di Calimera. Il sindaco Piconese: “Dovere civile e morale riallacciare i rapporti con le comunità di emigranti all’estero”.

Si terrà il prossimo 9 agosto a Uggiano La Chiesa la settima edizione della Giornata dell’Emigrante: l’evento promosso dal Comune in collaborazione con l’Unione Terre d’Oriente, vedrà la messa in scena dello spettacolo teatrale “A nuda voce. Canto per le tabacchine” di Elio Coriano che omaggia il ricordo delle donne vittime dell’incendio di una fabbrica di tabacco a Calimera, il 13 giugno 1960.

Sui temi e sul senso della manifestazione offre delle spiegazioni il sindaco Salvatore Piconese. A partire da come sia nata l’idea di questo appuntamento, giunto ormai alla settima edizione. “Partiamo da un dato sociale e anagrafico: attualmente ci sono 275 famiglie di Uggiano, e della frazione di Casamassella, che vivono fuori dai confini nazionali. La maggior parte vive in Svizzera e in Germania, a seguire in Francia, in Inghilterra, in Olanda e in Spagna, ma anche negli USA, in Argentina e in Australia”.

“Ho sempre ritenuto – prosegue Piconese - che sia un dovere civile e morale riallacciare i rapporti con le comunità di emigranti all'estero, tant'è che dal 2010, anno del mio primo insediamento da Sindaco, scrivo ad ognuno di loro una o due lettere nel corso dell'anno e cerco di mantenere un legame istituzionale con tutti loro. Ecco la Giornata dell'Emigrante nasce dalla consapevolezza che il loro sacrificio e la loro ‘emigrazione’ lontano dalla propria terra natìa, imposta dalla ricerca di un lavoro dignitoso, sia una ‘memoria’ da conservare e promuovere soprattutto tra le nuove generazioni. Per questo nella prima edizione, 2012, abbiamo ricordato i nostri concittadini che sono morti all'estero suoi luoghi di lavoro, per poi iniziare il progetto de ‘Il treno degli emigranti’ con il quale abbiamo ricostruito la storia dell'emigrazione uggianese dal dopoguerra in poi. Un video-documento con racconti, interviste, foto che viene proiettato anche nelle scuole. Un modo per mantenere viva la memoria di una terra che è stata protagonista di una forte emigrazione verso le città del Nord Italia ma soprattutto verso l'estero”.

Quanto alla edizione odierna, caratterizzata dallo spettacolo teatrale di Elio Coriano sulle tabacchine vittime della strage di Calimera, Piconese motiva così la scelta: “Dallo scorso anno abbiamo istituzionalizzato la Giornata dell'Emigrante al 9 agosto, in ricordo della strage di Marcinelle, in Belgio, in cui morirono 136 italiani, e tra questi vi erano anche salentini. Questa è una terra che ha dato al fenomeno dell'emigrazione le sue forze migliori, i suoi giovani con le loro infinite speranze di riscatto sociale. Qui il tema del lavoro è da sempre legato all'esigenza di sopravvivenza, alla lotta di emancipazione civile, anche per le donne. Per questo abbiamo scelto di dedicare la 7^ edizione della Giornata dell'Emigrante alle tabacchine, poiché la loro storia è una storia degna di memoria. E la strage alla fabbrica di Calimera nel 1960, dove morirono 6 tabacchine, messa in scena da Elio Coriano, è un fatto storico drammatico che merita di essere ricordato e di essere divulgato. Per me è fondamentale l'esercizio della memoria, poiché aiuta una comunità, un popolo ad essere più consapevole delle sue origini e della sua storia”.

Ma una manifestazione ha, per il sindaco, una grande attualità, motivo per cui il Comune continua a puntarci: “È attuale perché il fenomeno dell'emigrazione – sottolinea -, seppur cambiato, è ancora presente, anche fra i giovani con un titolo di studio, diploma o laurea. Perché ritorna sempre come elemento centrale il tema del lavoro. Il lavoro che manca e se c'è è un lavoro precario, sottopagato e privo di diritti. E molti, ancora oggi, tendono a andare via”.

Interessanti sono, infine, le risposte che arrivano dagli emigranti uggianesi rispetto all’iniziativa: “In questi anni abbiamo fatto un buon lavoro – puntualizza Piconese - che i nostri emigranti apprezzano. Continueremo su questa strada, perché con tutti loro abbiamo un ‘debito morale’”.

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