Abolizione voto in condotta, la replica della dirigente: “I nostri alunni non sono un numero”

venerdì 12 maggio 2017

La dirigente scolastica Caterina Rosaria Scarascia: “La valutazione è la sintesi di un processo, per questo ai voti decimali preferiamo un giudizio”. Sul caso anche interrogazione al Ministero della senatrice Daniela Donno (M5S).

Non accenna a placarsi a Supersano la bufera sull'istituto comprensivo dopo la decisione della dirigente, Caterina Rosaria Scarascia, di abolire il voto in condotta. Oltre alle proteste dei genitori, si aggiunge ora anche l'interpellanza presentata al Ministero dell'Istruzione della senatrice 5 Stelle Daniela Donno.

Intanto, per fare chiarezza sulla scelta inusuale – oltre che la prima in Italia – arriva la dichiarazione della stessa dirigente: “Negli ultimi mesi l'Istituto Scolastico ha intrapreso delle scelte educative in piena coerenza con il PTOF (Piano Triennale Offerta Formativa) improntato alla valorizzazione dell'alunno come persona, essere unico e irripetibile” scrive Caterina Rosaria Scarascia. “Dopo un percorso di auto-aggiornamento, su proposta degli stessi docenti, è stato deciso di sostituire (e non di eliminare) nella Scuola Secondaria di Primo Grado il voto in decimali del comportamento con un giudizio esplicativo richiamandosi alla rubrica valutativa strutturata per livelli di competenza e suddivisa in aree sulla base dell'articolazione del Curricolo Socio Affettivo, rispondente alle Competenze Sociali e Civiche previste dal Quadro europeo delle Competenze”.

La scelta sarebbe dunque in linea con le indicazioni nazionali. Non si tratterebbe, allora, di abolire la valutazione sul comportamento degli alunni, quanto piuttosto di non ridurre le stesse ad un numero, utilizzando lo strumento del giudizio, capace di rendere al meglio gli aspetti soggettivi degli studenti e coerentemente con il concetto di sviluppo delle competenze al centro del progetto educativo e didattico della Buona Scuola.

“La valutazione del comportamento in questo modo si incentra su quello che l'alunno sa fare in termini relazionali, sociali, in termini di consapevolezza e gestione di sé” continua ancora la dirigente. “Inoltre, offre l'occasione di valorizzare quelle esperienze di cittadinanza attiva in cui l'Istituto coinvolge le classi e i territori, come dimostra la positiva esperienza della Rete contro il Bullismo, costituita sui quattro comuni del Comprensivo dall’Istituto insieme alle amministrazioni comunali, ai genitori e alle parrocchie di Botrugno, Nociglia, San Cassiano e Supersano”.

E alle accuse di aver escluso dalla decisione i genitori, risponde: “Le famiglie sono state informate di tali decisioni in occasione della consegna delle schede di valutazione del Primo Quadrimestre e la stragrande maggioranza ha espresso giudizio positivo sulle politiche della Scuola. (…) L’auspicio è quello di proseguire sul solco tracciato sinora contando sulla collaborazione di tutti, delle famiglie e degli alunni, portando avanti una politica di crescita orientata alla costruzione di una comunità educativa estesa alle componenti più attive e sane dei nostri territori Tutto il resto sono solo inutili chiacchiere e strumentali calunnie rispetto alle quali ci si riserva di intervenire nelle sedi opportune”.

Intanto, come detto, su segnalazione del consigliere comunale del M5S di Taurisano, Vittorio Ciurlia, e di alcuni genitori la senatrice Daniela Donno ha presentato sul tema un'interrogazione indirizzata al Ministero dell'Istruzione, dell'università e della ricerca.

"La norma vigente stabilisce che la valutazione del comportamento è effettuata mediante l'attribuzione di un voto numerico espresso in decimi, sia per la scuola secondaria di primo grado, sia per la scuola secondaria di secondo grado. Alla luce di questo, non si comprende perché l'Istituto comprensivo di Supersano debba costituire un'eccezione, eliminando arbitrariamente una componente che si riverbera, inevitabilmente, nel sistema disciplinare degli studenti" afferma Donno. "Proprio per evitare delle strane derive rispetto alla disciplina nazionale, chiediamo al Ministro Fedeli di assicurare l'omogenea applicazione delle disposizioni di legge riguardanti il voto di comportamento, tenendo conto che la sua riscontrata assenza nelle schede di valutazione è contraria alle disposizioni attualmente in vigore. Non dimentichiamo che lo spettro del bullismo è dietro l'angolo. (…) In questo senso, eliminare il voto di comportamento non solo costituisce un'iniziativa contra legem, ma potrebbe essere foriera di effetti distorsivi nei comportamenti a scuola e nei rapporti interpersonali tra giovanissimi".

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