Salento nascosto: miracoli e affreschi nell'antica cripta del Crocifisso

venerdì 21 aprile 2017
La cripta, tra Ruffano e Casarano, custodisce preziose testimonianze.

Uno scrigno di culture millenarie posto pochi metri sotto terra. É la cripta del Crocifisso, tra Ruffano e Casarano, sulle Serre salentine. A svelarne i segreti è la pagina Salento a colori, che con una ricca documentazione fotografica ne racconta la bellezza e il valore storico archeologico.

“Sopra un’altura, in aperta campagna, sulla strada che congiunge Ruffano a Casarano” scrive Alessandro Romano “si nasconde un luogo affascinante, ricco di storia ed arte, incastonato in uno splendido scenario naturale: la cripta del Crocifisso. Nota anche come cripta di Santa Costantina, è un ambiente ipogeo naturale, abitato sin dalla preistoria, come dimostrano i graffiti scudiformi sulle sue pareti. Poi, attorno all’anno Mille, qui fiorì una comunità monastica, prima in grotta, e poi in superficie, della cui ultima frequentazione sono rimasti i ruderi di quello che era un convento Olivetano”.

All'entrata, prima di scendere nella grotta, si possono ammirare i resti del convento superiore. Tra i particolari da notare, così come evidenziato da Alessandro Romano, un particolare curioso: i due mascheroni che fanno da capitelli alle arcate ricordano curiosamente i mostri dell’iconografia cinese. All'ingresso nella cripta poi “una Trinità accoglie il pellegrino, col Padre, lo Spirito Santo (sotto forma di colomba) e il Figlio crocifisso” continua Romano “ma il Crocifisso da cui prende il nome la grotta è quello, molto più antico, che si trova in una delle due cavità attraverso le quali l’ambiente ipogeo si biforca”. Qui si può ammirare un “Cristo dalla fisionomia e lo stile che ricorda molto le opere di Giotto. L’affresco è stato realizzato utilizzando anche uno spuntone naturale della roccia per ottenere l’inarcamento del corpo di Gesù, nella crocifissione. Nella seconda cavità, oggi abbellita con una Natività moderna, un altare seicentesco precede i due ambienti. Fra gli altri affreschi, nella grotta ci sono anche San Giovanni Apostolo, Maria Addolorata, Santa Costantina, insieme ad altre scene minori, e soggetti non più riconoscibili. Fra gli affreschi seicenteschi, si può apprezzare anche personaggi nei quali si ritrovano i vestiti tipici dell’epoca”.

Il luogo di culto è stato anche oggetto di attenzione per dei presunti miracoli: “Uno” spiega Romano “certificato nel 1688”. La cripta è tuttora luogo di culto e meta di pellegrinaggi.

Nelle vicinanze poi ancora testimonianze degne di nota. “Nei pressi, un’altra grotta naturale, nota come 'della Trinità', o 'dell’Eternità', si apre nelle viscere della terra, casa degli uomini preistorici ma anche di monaci, in epoca medievale, come testimoniano i resti, ormai quasi illeggibili, degli affreschi in essa presenti. Il tutto, a pochi metri da un monolite, che si affaccia anche esso sulla pianura sottostante, ritirato nella solitudine pacifica e silenziosa di questa serra incantata. La cripta è curata da un’Associazione, che organizza anche piccoli eventi per tenere desto il ricordo di questo luogo per le future generazioni”.

Fpnte: Salento a colori

 

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