Canili privati, le associazioni danno battaglia: ecco la petizione online

giovedì 20 aprile 2017
Il coordinamento regionale delle associazioni animaliste di Puglia lancia una petizione online indirizzata al presidente Emiliano per bloccare la modifica della legge regionale sul randagismo. 

Tutti insieme per dire no ai canili privati. C'è fermento tra le associazioni pugliesi in vista della probabile approvazione delle proposte di legge che sdoganerebbero la possibilità per i canili privati di gestire gli amici a quattro zampe sul territorio regionale. Il coro di no è unanime, anche alla luce della storia dei canili privati, finiti più volte nell'occhio del ciclone per terribili episodi di maltrattamento e incuria. Difficile difatti  - secondo quanto denunciano le associazioni stesse - conciliare la priorità di cura dei randagi con l'esigenza di guadagnare su ogni ospite della struttura.

La macchina della protesta è partita già poche ore dopo la presentazione delle proposte di legge e, a macchia d'olio, è andata espandendosi, finendo per coinvolgere praticamente tutte le associazioni che a vario titolo, da tempo, si preoccupano di garantire una buona qualità di vita ai randagi. Dai gruppi watsapp fino ai social, la rete è diventata via via più fitta, fino a costituire un robusto e deciso fronte regionale delle associazioni animaliste che si opponongono alla modifica e a produrre un primo risultato: una petizione online per opporsi alle proposte di legge.
 
"La Puglia fin dal 1995 si è dotata di una Legge regionale  per la tutela degli animali d'affezione e la prevenzione del randagismo fra le migliori in Italia" scivono nel testo "Oggi, la nostra legge, è messa seriamente in pericolo da due consiglieri regionali: Paolo Pellegrino e Giuseppe Romano, che, a distanza di pochi giorni l'uno dall'altro, hanno presentato ben due proposte di modifica che consentiranno ai privati di gestire i cani di tutto il territorio".
"Noi non ci stiamo!" continuano "I costi del randagismo in Puglia sono già altissimi! Con il pretesto di recepire una sentenza della Corte Costituzionale, i due consiglieri primi firmatari travalicano i confini della norma nazionale per condannare degli esseri senzienti all'eternità nei box la cui fama più volte è balzata agli onori della cronaca e a spese dei contribuenti!
Chiediamo il ritiro Immediato delle due proposte di legge" concludono "e l'applicazione della L.R. 12/95 in modo da sconfiggere il randagismo per sempre!".

Ma non solo, perchè le associazioni, decise a dar battaglia, non intendono demordere. Tante altre le iniziative in cantiere, a cominciare da una serie di incontri in cui informare le parti in causa e i cittadini per arginare questa "deriva" della legge sul randagismo. Sulla scorta del movimento No tap, questa volta nel nome degli amici a quattro zampe, potrebbe alzarsi una nuova ondata di protesta popolare. 

Qui la petizione
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