Incertezza su doppio concerto contro il gasdotto, “No Tap” scelgono il Primo Maggio

martedì 18 aprile 2017

Non si arresta la polemica tra i due concerti organizzati nei prossimi giorni: gli attivisti, però, hanno le idee chiare e snobbano quello promosso da Emiliano. Ma la realizzazione degli eventi non è sicura.

Il movimento “No Tap” sceglie il concerto del Primo Maggio e dice no a quello del 25 aprile: l’evento, voluto dal governatore Michele Emiliano e che coinvolge l’organizzazione della Fondazione Notte della Taranta, in concomitanza con la festa della Liberazione d’Italia dal nazi-fascismo, non piace per quella che appare agli attivisti un’ambiguità di fondo dei suoi promotori politici. Ambiguità, invece, che non si ritrova nel concerto in occasione della Festa dei Lavoratori, organizzato dal festival “So What” di Melpignano, che, fin dall’appello lanciato sul web per chiedere adesioni artistiche ha ribadito contrarietà totale al gasdotto da non realizzare “Né qui né altrove”.

“C'è  solo un grande concerto No Tap – si legge sulla pagina del movimento - ed é quello del Primo Maggio a San Foca. Nato in maniera spontanea, dal basso, costruito orizzontalmente anche con gli artisti che gratuitamente parteciperanno alla stessa organizzazione, tutti lavoreremo per gridare forte No Tap né qui né altrove”.

Il concerto sta prendendo forma, infatti, grazie ad un’operazione di crowfunding, ovvero di autofinanziamento attraverso iniziative specifiche, come la singolare vendita di “santini che proteggono dalla Tap” o di offerte libere di sostegno. Un’iniziativa, dunque, “apartitica”, “del popolo” e dei “sindaci schierati apertamente verso un no incondizionato all’opera”, come sostengono organizzatori e attivisti: “Che senso ha – si chiedono - un altro concerto molto ambiguo nella sua ideazione, nella sua formula e nella sua proposta?”.

I “No Tap” non condividono l’atteggiamento di Emiliano che ha considerato “strategica” l’infrastruttura, nonostante le opacità emerse dalle inchieste giornalistiche e le forzature nell’iter: “Chi ha lanciato l’idea dell'altro concerto – spiegano - è lo stesso che non ha avuto il coraggio di ritirare la fantomatica autorizzazione fitosanitaria ed è sempre lo stesso che ha presentato la sospensiva al Tar solo dopo le nostre insistenze. E ancora, è lo stesso che punta al vertice del suo partito (le cui primarie saranno il 30 aprile, dopo soli 5 giorni dal concerto), partito che è tra gli sponsor principali del gasdotto”.

Sotto accusa finisce anche la Fondazione Notte della Taranta, colpevole di non aver mai invitato in sei anni gli attivisti sul palco di Melpignano a parlare della loro battaglia e, che, anzi, avrebbe imposto ad alcuni artisti “una vera e propria censura nell’esternare la propria contrarietà a Tap”.

Ma il rischio concreto è che, al di là delle polemiche, entrambe le manifestazioni non vengano confermate: nel primo caso, a causa dei tempi ristretti per la sua realizzazione, nel secondo, perché pur essendoci una raccolta di fondi spontanea, se dovessero essere confermate alcune misure per la sicurezza pubblica i costi lieviterebbero e gli stessi attivisti preferirebbero impegnare le risorse per la battaglia legale.

Continuano le iniziative del comitato, intanto, che ha diffuso nei giorni scorsi tra le forme di autofinanziamento la vendita dei santini protettori da Tap. Oggi, alle 20, in piazza Sandro Pertini, a Melendugno, si terrà il dibattito pubblico sul tema “Quanto costa la democrazia?”.

 

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