Calimera, si rinnova il rito della "pietra della fertilità"

lunedì 17 aprile 2017
Come ogni anno nel giorno di Pasquetta, a Calimera, si ripete l'antico rito della pietra forata. Si tratta di un megalite custodito nella chiesetta di San Vito. È una pietra larga circa un metro, con un foro in basso con diametro di appena trenta centimetri. Ma più che la pietra in sé è affascinante la tradizione che tale arcano monumento porta dietro di sé: si vuole infatti che chi voglia ottenere la fertilità debba passare all’interno della strettissima apertura in una sorta di magica rinascita dall’utero della Madre terra dalla sterilità della morte alla vita della fertilità. Ed altrettanto bizzarra è la circostanza che chiunque vi riesca a passarvi, indipendentemente dalla sua corporatura. 

Evidentissima l’appartenenza del rituale connesso a tale megalite a quella civiltà che l’archeologa lituana Marija Gimbutas definiva “pre-indoeuropea… matrifocale e probabilmente matrilineare, agricola e sedentaria, egualitari a e pacifica. In netto contrasto con la successiva cultura proto-indoeuropea, patriarcale, stratificata, dedita alla pastorizia, nomade e bellicosa, instauratasi in tutta Europa, eccettuate alcune aree a sud e a ovest, durante tre ondate di invasioni dalle steppe russe, tra il 4500 e il 2500 a.C.".

Tale teoria scientifica, suffragata dagli studi dello psicologo Carl Gustav Jung e dal più grande storico delle religioni, il cattolico Mircea Eliade, comprende una vastissima area del Mar Mediterraneo, dall’Italia centro-meridionale alla Grecia, Balcani e area danubiana, Creta, Mar Egeo, Anatolia e sponde occidentali del Mar Nero.

Ed è straordinario il fatto che proprio in queste terre si sviluppò una civiltà con tratti comuni, che venne poi scacciata dalla prima civilizzazione indoeuropea, da quegli eroi con armi di bronzo ricordati nei racconti epici che combatterono Troia, che vagarono per il Mediterraneo alla ricerca di nuove terre da colonizzare, portatori di una nuova religiosità politeista di stampo patriarcale, che assorbì e rielaborò le antiche religioni matrifocali. Un processo di rielaborazione religioso che è sopravvissuto fino ai nostri giorni, come testimonia la cristianizzazione di questi luoghi sacri alla vecchia religione. E l’antica pietra di Calimera ne costituisce la conferma più significativa.

(Tratto da salentomegalitico.it - foto salentoacolory.it)
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