Diossina nel latte materno? Dipartimento Prevenzione: “Nessun allarme”

venerdì 14 aprile 2017

Dal Dipartimento di prevenzione dell’Asl di Lecce messaggio che spegne le preoccupazioni emerse dopo il caso di una giovane mamma e delle tracce di diossina trovate nel latte materno.

“Non c’è alcun allarme-diossina a Galatina: le mamme possono allattare i loro figli tranquillamente”. È quanto dichiara il Dipartimento di Prevenzione della Asl di Lecce, che spegne sul nascere le preoccupazioni emerse rispetto alla possibilità di presenza di tracce di diossina nel latte materno di una giovane mamma e in una fontana pubblica dell'area Soleto-Galatina.

Possibilità che sarebbe emersa dalle analisi eseguite dal laboratorio Re.Chem.An. s.a.s di San Pietro Vernotico, per conto di cittadini e associazioni del territorio, nei confronti dei quali si ha il massimo rispetto, ma la Asl Lecce tiene a precisare che non esiste "nessun allarme e nessuna notizia choc".

Infatti, il riscontro di tracce di diossine in un singolo soggetto, attraverso esami molto complessi che richiedono particolare esperienza, è indicativo unicamente di esposizioni individuali per via principalmente alimentare, non potendo in alcun modo rappresentare un indicatore di rischio di popolazione o di contaminazione del territorio. Inoltre, le concentrazioni di diossine e PCB segnalate sono notevolmente inferiori rispetto ai valori riscontrati nei principali studi internazionali ed anche nazionali, come lo studio condotto su circa 100 donne della Campania (Rivezzi et al., Internationa Journal of Environmental Research and Public Health 2013; 10 (11): 5953-5970).

In ogni caso tali concentrazioni sono enormemente più basse (dell'ordine di 1:20) del limite che l'Organizzazione Mondiale per la Sanità ha fissato per l'allattamento al seno (20 pg per un neonato di 5 Kg di peso corporeo).

Dunque, non esiste, secondo l’Asl, nessun tipo di rischio per l'allattamento al seno nemmeno nello specifico caso in esame. Analoga considerazione per il riscontro di tracce di contaminanti nell'acqua della fontanina sottoposta ad analisi: nessun tipo di sforamento come evidenziato dallo stesso laboratorio nel rapporto conclusivo, ma nemmeno nessun pericolo per la salute. Ad ogni modo, le fontanine dell'AQP e la falda a cui attingono i pozzi delle aree rurali non autorizzati per uso umano saranno oggetto degli ulteriori controlli inseriti nel Progetto MINORE (Monitoraggi Idrici Non Obbligatori a livello REgionale), che la ASL Lecce ha messo in campo con il sostegno di tutti i sindaci salentini, proprio per integrare gli attuali monitoraggi con ulteriori controlli non previsti dalla normativa (pesticidi tra cui il glifosate, diossine, furani, amine aromatiche e PCB), ma che si ritengono indispensabili per una completa conoscenza dello stato di salute della falda acquifera salentina.

"Stiamo lavorando -  rimarca Giovanni De Filippis, direttore del Dipartimento di Prevenzione Asl Lecce -  per garantire alla cittadinanza tutte le informazioni sullo stato dell'aria, dell'acqua e del suolo per i necessari interventi di prevenzione e intendiamo continuare a farlo dialogando con i cittadini e accogliendone i contributi. A tal fine è sicuramente necessario saldare una sempre più forte intesa tra cittadinanza attiva e istituzioni per raggiungere il comune obiettivo di garantire la tutela della salute della popolazione: un percorso – conclude De Filippis - che tuttavia esclude iniziative scientificamente non validate che possono condurre a risultati opposti a quelli desiderati dagli stessi promotori”.

 

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