Orrore alle porte di Bari: servizio shock delle Iene sulla prostituzione minorile

lunedì 20 marzo 2017
Il servizio, andato in onda ieri, porta alla luce un mercato del sesso ai danni di bambini: in strada piccoli Rom e bambini di Bari si prostituiscono per pochi spiccioli. 

Un servizio shock, di quelli che non si vorrebbero mai vedere, in cui viene alla luce una realtà terribile: quella della prostituzione minorile.

La troupe delle Iene, guidata da Nadia Toffa, si è recata alle porte di Bari, in un quartiere periferico a due passi dal campo Rom. Qui, spinti dall'estrema povertà e dall'assenza di reti di sostegno, bambini anche di 8 anni vendono il proprio corpo ai clienti per pochi soldi. Dieci, venti o trenta euro il prezzo delle vite di questi bambini e bambine, segnati per sempre da esperienze terribili che nulla dovrebbero aver a che far con il loro diritto all'infanzia.  

Uno scempio e una sconfitta per ogni società che voglia definirsi civile che si consuma con la connivenza di italiani, che alimentano il mercato, e di genitori spinti verso il degrado più assoluto, che evidentemente hanno perso anche il naturale senso di protezione verso i propri cuccioli. 
Le Iene, fingendosi clienti, hanno dato voce a questi bambini, proiettati in un mondo di brutture e sfruttamento, inconsapevoli, come ogni piccolo, ancora con il sogno nel cassetto di un futuro differente. "Così è la vita" continua a ripetere un bambino  come un mantra, piccolo ma rassegnato come un adulto navigato. "Ma da grande vorrei fare il barbiere".  

Infanzie rubate, diventate anche oggetto di un'inchiesta grazie alla segnalazione della trasmissione di Mediaset che, appena finito il servizio e prima della messa in onda, ha raccontato tutto agli assistenti sociali del Comune di Bari, che insieme alle forze dell'ordine nel giro di pochissimo tempo sono andati sul posto per prendere i provvedimenti del caso.

I bambini Rom, dopo i controlli, sono stati quindi affidati a comunità di recupero. Nulla si sa invece della fine che faranno i bambini baresi, più dificili da identificare, spinti anche loro a prostituirsi da un fattore che non guarda a nazionalità, colore della pelle o età: la povertà. Si spera solo che adesso, nelle mani delle Istituzioni, la spirale viziosa dell'esistenza non li rapisca ancora, finendo per farne delle vittime deprivate nuovamente di tutti i diritti fondamentali: l'infanzia, la famiglia, la felicità, il futuro.

Qui il link del servizio delle Iene.  
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