Manifestanti tentano di fermare l'espianto degli ulivi. Il sindaco Potì diffida Tap

lunedì 20 marzo 2017

E' entrato nel vivo il lavoro di espianto dei 211 ulivi che si trovano lungo il tracciato del gasdotto. Quindici sindaci firmano un appello: "Si fermi questo sacrificio inutile".

Proteste e tensione questa mattina nei pressi del cantiere Tap a San Foca. Gli attivisti che presidiano la zona da giorni hanno tentato di impedire l'espianto e il trasporto di alcuni dei 211 ulivi che si trovano lungo il tracciato bloccando la strada ai camion.
Una manifestazione pacifica che tuttavia ha richiesto l'intervento delle forze dell'ordine. Insieme ai gruppi di cittadini si mobilitano anche gli amministratori con il Comune di Melendugno capofila.
Il sindaco Marco Potì ha inviato questa mattina una nuova diffida a Tap richiamando la mancata ottemperanza alla prescrizione A44 la cui certificazione è di competenza della Regione. Lo stesso sindaco Potì insieme a quattordici primi cittadini hanno firmato insieme un appello per salvare i 211 alberi di ulivo di San Foca.
Si tratta dei sindaci di Vernole, Calimera, Castri, Caprarica Martano, Carpignano, Zollino, Cannole, Bagnolo, Cursi, Palmariggi, Ortelle, Poggiardo e Tricase che hanno lanciato un appello il Prefetto di Lecce, alle Istituzioni, alle Forze dell'Ordine, alla Magistratura ed alla stessa società Tap perchè vengano sospese immediatamente le operazioni di espianto.

“Con la presente confermiamo l'incompatibilità di quest'opera con questo territorio e con la sua vocazione turistica e agricola e sottolineano la preoccupazione per l'inizio delle operazioni di espianto dei (primi) 211 alberi di ulivo, in presenza di un quadro autorizzativo ad oggi non chiaro e delineato e, ancor di più, in presenza di un seri dubbi sulla fattibilità tecnica del progetto del tunnel nella zona di approdo – si legge nella nota - Infatti, in data 17/2/2017 è stata presentata da parte della Società Tap, una nuova versione del progetto del microtunnel da realizzare al di sotto della spiaggia e della pineta in zona San Basilio di San Foca, per il quale è in corso la verifica di assoggettabilità a Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) presso il Ministero dell'Ambiente. Inoltre non è stato ancora presentato finora un progetto esecutivo completo, che superi e chiarisca le forti criticità di natura tecnica, derivanti, in particolare, sia da indagini del sottosuolo che hanno rilevato la presenza di materiali non idonei a sopportare i notevoli carichi idrostatici, in fase di costruzione ed in fase di esercizio, sia da indagini a mare, che hanno mappato la presenza di folte praterie di habitat marini protetti dalla comunità europea, proprio in corrispondenza della zona di uscita del microtunnel.

Ulteriori e forti per perplessità, infine, esistono per il sito di stoccaggio temporaneo degli ulivi da espiantare, distante oltre 8 km dalla zona di espianto e dove ad oggi non è ancora stata realizzata nessuna struttura di protezione né ci sono le dovute garanzie per la sopravvivenza, per chissà quanto tempo, di questi alberi.

Tutti questi aspetti non fanno altro che confermare la incompatibilità di questo tipo di opera con questo territorio, tra l'altro posto a oltre 55 km dal punto di collegamento con la rete gas nazionale.
Il non imminente, incerto e forse non possibile inizio vero e proprio dei lavori di costruzione del micro tunnel – si legge ancora nell'appello sottoscritto dai 15 sindaci - richiedono una sospensione immediata delle operazioni di espianto, per evitare un danno irreparabile ai nostri cari ulivi salentini ed un loro inutile sacrificio, viste le numerose criticità e il quadro autorizzativo non chiaro.

I sottoscritti sindaci, insieme ad altri colleghi ed ai rappresentanti delle istituzioni democraticamente eletti che vorranno condividerlo, rivolgono accorato appello a sua Eccellenza il Prefetto di Lecce, alle istituzioni, alle forze dell'ordine, alla magistratura ed alla stessa società Tap, per il rispetto della legge e delle regole ed anche al buon senso ed al principio di cautela, affinché venga fermato questo possibile grave danno per l'ambiente e il paesaggio salentino, a cui tutti noi teniamo in modo particolare”.

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