Porto Cesareo, svelato il mistero della “strada” sotto il mare

venerdì 24 febbraio 2017

A Porto Cesareo, pochi metri sotto il pelo dell'acqua, grandi sassi ordinati suscitano curiosità e fanno pensare ad un'antica strada romana. Ecco cosa sono in realtà.

Grandi sassi lisci e ordinati, in fila, quasi fossero stati messi lì appositamente. É “la strada sotto il mare” di Porto Cesareo, che da sempre suscita curiosità in chi la nota. Un vero e proprio tracciato che unisce l'isola dei conigli con la terra ferma.

Ad osservare dall'alto sembra non esserci alcun dubbio sull'intervento umano in quella strana geografia del fondo marino, troppo allineati, troppo precisi. Si sprecano difatti le ipotesi e le leggende popolari, come quella diffusa tra i pescatori della zona che narra si tratti della “stradina del sale", utilizzata per portare il prezioso carico dalla penisola della Strea all'isola dei conigli, utilizzato nell'antichità come porto.

La vicenda, sollevata dalla pagina Salento Archeologico, ha suscitato l'interesse di molti lettori, intenzionati a capire la natura della formazione.

A svelare però l'arcano è adesso Remi Calasso, presidente dell’area marina protetta di Porto Cesareo e operatore scientifico subacqueo. É lui che spiega la vera natura di quella strana formazione subacquea, scambiata erroneamente per una testimonianza dell'antichità:
“La costa dell’area marina protetta di Porto Cesareo è custode di un patrimonio culturale ed ambientale di elevato pregio. La lunga frequentazione umana sin dai tempi preistorici ha lasciato importanti testimonianze: relitti di navi, colonne monolitiche, vasellame e tanto altro. Inevitabile, quindi, non pensare alla mano dell’uomo quando si scorgono a pochi metri sotto il pelo dell’acqua grossi blocchi di roccia levigati e disposti in un preciso ordine ad incastro. Eppure” continua “in questo caso siamo di fronte ad un fenomeno naturale che trova principalmente risposta nella roccia calcarea del nostro territorio. I geologi chiamano questo fenomeno beach rock, in poche parole si tratta di piattaforme calcare che si spaccano in più parti, quando si trovano in ambiente emerso, poi una volta sotto il livello del mare assumono un fascino misterioso”.

Enigma risolto dunque? Forse, perché anche tra le spiegazioni di Remi Calasso c'è ancora spazio per un pizzico di mistero: “È possibile scorgere alcuni di questi fenomeni anche solo sorvolando con Google Earth la costa di Porto Cesareo, ma la massima espressione la si trova tra l’isola dello Scoglio e la Punta Sud dell’Isola dei Conigli, dove è quasi difficile non pensare possa trattarsi di un antico collegamento. Una ragione in più per mettere maschera e pinne e venire ad esplorare i fondali dell’AMP Porto Cesareo”.

Foto di Emiliano Peluso

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