Stefàno gela il Pd, arriva il no alla candidatura a sindaco: “Non ci sono le condizioni”

mercoledì 11 gennaio 2017

Il senatore chiude ogni discorso sulla sua possibile candidatura a sindaco di Lecce, ma si rende disponibile a dare una mano. Ma non risparmia qualche critica al metodo.

Non sarà Dario Stefàno il candidato sindaco alle prossime amministrative di Lecce per il centrosinistra: il senatore salentino ha voluto ancora una volta fermare le voci e il pressing da parte del Pd per accettare l’investitura. In una nota su Facebook, ha sentito il dovere di spiegare che “non ci sono le condizioni per la mia candidatura a sindaco di Lecce”.

“Candidatura – precisa - che non ho mai chiesto, né preteso. Nonostante, come senatore della città, avverta pienamente la responsabilità politica del prossimo passaggio elettorale, senza dubbio occasione per invertire un ciclo lungo 20 anni di governo del centrodestra che non ha soddisfatto le aspettative della comunità”.

“Ho preso atto – commenta - della richiesta di offrire la mia disponibilità a me pervenuta, in più occasioni, da parte di diversi esponenti del Partito Democratico cittadino, provinciale e regionale. Come pure delle sollecitazioni di tanti comuni cittadini o rappresentanti di associazioni e movimenti. E mi sento onorato dell'attenzione ricevuta da parte della segreteria cittadina, provinciale e regionale del PD. Sono tutte per me ragioni di orgoglio ma anche di responsabilità. Ringrazio davvero tutti”.

Per Stefàno, la complessità della sfida politica ed elettorale necessitava “di una condizione essenziale di partenza (in verità essenziale per qualunque candidatura!)”, cioè, “la convinta unità del principale partito del centrosinistra, prima, e dell’intera coalizione, poi, a sostenerlo”: “Serviva – aggiunge - manifestare un senso di coesione, condivisione, concordia, disponibilità tra tutti noi che ci riconosciamo nella esperienza e nei valori del centrosinistra. Ecco, credo che questa sarebbe stata l’unica ragione che mi avrebbe potuto far cambiare idea. Ma quella unanimità non c’è mai stata e questa circostanza ha impedito che arrivasse a me personalmente, e all'intera coalizione, una proposta ufficiale e non una semplice richiesta di disponibilità”.

“Questo lo scenario – ammette - dinanzi al quale sento il dovere non solo di ribadire di non aver mai proposto o chiesto la candidatura, ma anche di non voler essere assolutamente motivo di divisione. Tutto il mio sforzo in questi mesi - è noto - è rivolto a ritrovare dentro il centrosinistra nazionale e locale le ragioni di un’alleanza tra il Pd e le altre forze del progressismo. Non abbiamo bisogno di lacerare e dividere un campo di forze già attraversato da troppe inutili tensioni, perché legate a vicende lontane dalla città”.

Il senatore sottolinea l’intenzione di spendersi con tutte le proprie energie per contribuire alla ricerca di una soluzione unitaria per Lecce, che segni una novità e un’opportunità di cambiamento: “Allo stesso modo – conclude -, spero prevalga in tutti la stessa voglia di far vincere il centrosinistra a Lecce. Mi auguro che queste mie parole possano definitivamente chiudere ogni ulteriore ambiguità su questa vicenda, affinché ognuno si assuma la responsabilità sulle scelte da compiere e sostenere”.

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