Gelo alleato nella lotta alla Xylella, il presidente degli Agronomi: "Può frenare il contagio"

lunedì 9 gennaio 2017
Le basse temperature inibiscono la produzione di germogli nelle piante già malate.

Il gelo può diventare un prezioso alleato nella lotta alla Xylella. L'ondata di basse temperature che ha investito il Salento in queste ore ha messo a dura prova le campagne, mettendo a rischio molte colture, ma potrebbe giocare un ruolo positivo nell'arginare l'avanzata del batterio killer degli ulivi.
“Il freddo aiuta ad abbassare le fonti di inoculo – spiega il presidente dell'Ordine degli Agronomi della Provincia di Lecce, Rosario Centonze – ma, ovviamente, non può guarire le piante già malate”.
Si suppone che il batterio della Xylella, proveniente dal Sud-America dove le temperature sono tutt'altro che fredde, muoia quando la colonnina di mercurio scende ai livelli dello zero ma, essendo “ospite” del sistema linfatico degli ulivi - come di altre piante - seguirà il ciclo vitale dell'albero.
E qui entra in gioco il ruolo del gelo nel “bloccare” il passaggio dalla pianta malata al “vettore sputacchina”: “I germogli di piante malate – spiega Centonze – potrebbero non resistere alle basse temperature e quindi, una volta arrivato l'inizio dell'estate- periodo in cui le sputacchine adulte cercano cibo “succhiando” dagli alberi – i rischi di assumere il batterio da parte dei vettori si riduce”. Ciò vale sia per gli ulivi che per le altre piante ospiti.
“Per quanto riguarda gli effetti del freddo sulla sputacchina- continua il presidente degli Agronomi – non credo che ad oggi siano rimasti molti esemplari ancora vivi: gli studi hanno dimostrato che già nel mese di dicembre gli insetti adulti sono ormai molto pochi. Il loro ciclo di vita riprenderà a marzo con la schiusa delle uova e la comparsa di nuove larve”.

 mgm

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