Gli alunni in marcia per la legalità: “Un’onda che ha travolto Maglie”

venerdì 16 dicembre 2016

La sfilata ieri mattina attraverso le strade cittadine insieme a Don Antonio Coluccia, fondatore di Opera Don Giustino onlus.

La mattinata di ieri a Maglie è stata speciale, colorata e silenziosa, mentre sotto gli occhi sorpresi dei passanti sfilavano gli alunni della Scuola Primaria della Direzione Didattica del Primo Circolo assieme ai compagni delle classi quinte e della Scuola Secondaria dell’Istituto Comprensivo.

Una marcia composta, partecipata realmente, densa di emozione.

“Una marcia la nostra che è stata un continuum con quella del 23 maggio a Palermo durante la quale è stata portata in strada la Mostra “I cento passi della legalità” che ora è ospitata nella nostra scuola”, ha spiegato la dirigente scolastica Anna Rita Cardigliano.

“Non è facile parlare ai giovani di legalità perché il confine tra il bene e il male è sempre più labile, e la legalità è un habitus che tutti noi dobbiamo indossare con coerenza e dignità, sempre”. Un appello a cui hanno fatto eco le parole commosse dell’assessore Franca Giannotti, che a nome dell’amministrazione comunale ha sposato la manifestazione con viva partecipazione.

“È stata un’onda che ha travolto Maglie”, ha commentato don Antonio Coluccia (fondatore di Opera Don Giustino onlus), nel suo intervento alla platea, nel corso del convegno dedicato al tema della confisca dei beni alla mafia, promosso sempre dal Comprensivo. Lui che quella marcia l’ha voluta fare stando insieme ai ragazzi di Maglie, tra di loro.

 

Guardandoli negli occhi ha parlato ai ragazzi, raccolti prima in piazza Aldo Moro e poi nell’atrio della scuola in piazza Bachelet, esortandoli a continuare, a crederci e a sperare, mentre qualche ora più tardi, dal palco dell’Auditorium ha dichiarato: “Ai credenti dico di essere credibili. Non bastano le parole, servono gesti di coerenza. Questa onda oggi ha travolto la città, Maglie si è lasciata travolgere e così insieme possiamo continuare a crederci e a sognare, perché i nostri giovani sono la nostra forza e la nostra speranza”. 

Dopo la marcia di ieri mattina, le iniziative per la legalità promosse dall'Istituto Comprensivo di Maglie hanno trovato un nuovo slancio nel convegno dedicato ai testimoni di legalità, svoltosi presso l’Auditorium Cezzi. Protagonisti della serata testimoni reali come lo stesso don Antonio Coluccia, Brizio Montinaro (fratello del caposcorta Antonio morto nell’attentato di Capaci), l’ex vicesindaco di Galatina Roberta Forte, e assieme a loro, soprattutto, gli alunni delle classi 3D e 3H, testimoni del loro stesso impegno. Lo hanno fatto con semplicità, e con estrema spontaneità, presentando il lavoro svolto nel corso del precedente anno scolastico nel conoscere e capire che la mafia esiste, anche qui nel nostro Salento, e che la mafia e l'illegalità uccidono persone vere.

Così parole e pensieri di questi ragazzi sono stati il filo conduttore e la sostanza di una serata dedicata alla speranza che la mafia si può sconfiggere tutti insieme, attraverso canti e riflessioni dei ragazzi, tutto condensato nell’intensità vibrante di due lettere.

 Una inviata idealmente ad Antonio Montinaro, l’altra rivolta all’architetto Brizio Montinaro, per via dell’impegno che lo ha visto accanto a Libera nel progetto gratuito per la ristrutturazione del bene confiscato alla mafia, quel bene che gli stessi ragazzi hanno potuto visitare e conoscere a Noha, grazie alla disponibilità di Roberta Forte.

"Quel bene che calpestavamo era stato realizzato con soldi della mafia”, ha spiegato uno degli alunni intervenuti a leggere una delle due lettere, “Così abbiamo imparato a conoscere il significato di termini come pizzo, e questo piccolo viaggio nella legalità ci ha fatto venir voglia di cambiare, immaginando uno Stato che possa chiamarsi tale”.

Un viaggio nei valori della legalità che terminerà questo pomeriggio alle 17.30 con il convegno dedicato al tema del bullismo che ospiterà il sovrintendente della Polizia Postale Giuseppe Lodeserto, la psicologa Tiziana Micello e l’avvocato Stefano Sinisi.

 

(Ha collaborato Arianna Genovese)

 

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