"Alice e le altre", torna con Persepolis il cinema delle donne. Nel 2017 "Femminismo, giornalismo, diari"

giovedì 15 dicembre 2016

Domenica 18 dicembre, ore 19, appuntamento con il film d'animazione Persepolis, di Marjane Satrapi, all'Ammirato Culture House. Ecco gli appuntamenti del 2017. 

Torna all'Ammirato Culture House il cinema delle Donne di "Alice e le altre".
Domenica 18 dicembre sarà il turno di Persepolis, il film di animazione firmato da Marjane Satrapi, una storia di repressione, riscatto e liberazione sull'onda di un Iraq sotto lo scacco della Repubblica Islamica. "Marjane sogna di essere un profeta che salverà il mondo. Educata da genitori molto moderni e particolarmente legata a sua nonna, segue con trepidazione gli avvenimenti che porteranno alla Rivoluzione e provocheranno la caduta dello Scià...."

Scrivono del film: "Spesso impegno in difesa dei diritti e qualità grafica non convivono. In questo caso il connubio è perfettamente riuscito. Marjane Satrapi è riuscita a trasformare i quattro volumi di fumetti in cui raccontava, con dolore e ironia, la propria crescita come donna in un Iran in repentina trasformazione e in un'Europa incapace di accogliere veramente il diverso, in un lungometraggio di animazione di qualità. Ha anche un altro merito che le va attribuito: è riuscita a sfuggire alle sirene hollywoodiane che la volevano sedurre con la proposta di film in cui Jennifer Lopez sarebbe divenuta sua madre e Brad Pitt suo padre. Ha tenuto duro e ne è nata un'opera in bianco e nero (con lampi di colore) capace di raccontare un'infanzia e un'adolescenza al femminile comune e differente al contempo. Comune perchè tante giovani donne si potranno ritrovare nel suo percorso di crescita. Differente perchè la donna in Iran è (per chi ha dettato e detta le leggi) meno donna. Per una volta ci venga concessa una citazione diretta: vedere questa giovane regista non riuscire più a trattenere le lacrime nel corso di una standing ovation durata 15 minuti a Cannes dava la misura della difficoltà di una vita ma anche della necessità di non dimenticare lo springsteeniano No retreat no surrender".

Domenica sarà anche l'occasione per Simona Cleopazzo, ideatrice del progetto, di presentare gli appuntamenti del 2017. Già in cantiere il progetto "Femminismo, giornalismo, diari". Ecco alcune anticipazioni:

Primo appuntamento domenica 29 gennaio, ore 19, con "Tremate, tremate"
Incontro con Irene Strazzeri e presentazione del suo libro La resistenza della differenza. Parlare di resistenza oggi significa partire dal rapporto con il suo contrario, con il potere che la definisce. Significa operare in controluce, derivare i suoi contorni man mano che si rendono visibili quelli del suo opposto, procedere evitando la critica neutra al potere in quanto istituzione e riflettere sui suoi contenuti di opposizione.

"She's beatiful when she's angry" (USA, 2014, 98'). Uno sguardo alle donne coraggiose e brillanti che hanno guidato i movimenti femministi degli anni '60, tema ancora d'attualità per chi subisce discriminazioni di genere.

“Tremate, tremate, le streghe sono tornate…” docufilm tratto da La storia, rai3 (Italia, 44') uno degli slogan che hanno scandito la battaglia di una generazione, quella del movimento femminista italiano. La professoressa Elda Guerra analizza, in particolare il periodo che va dal 1970, in cui esce il “Manifesto di rivolta femminile” e il 1981, anno in cui dal codice penale escono due norme ormai “antiche”: il delitto d’'onore e il matrimonio riparatore che davano grandi attenuanti agli autori di violenze sulle donne.

Domenica 26 febbraio ore 19 Le ragazze del rock:

"The punk singer" di Sini Anderson (USA, 2013, 1h,22')
Il documentario racconta la personalità artistica di Kathleen Hanna, una giovane musicista punk rock degli anni ’90, che ha fondato il movimento femminista chiamato Riot Grrrl per combattere le varie discriminazioni che colpiscono le donne all’interno della società. Con un montaggio serrato e dinamico di materiale di repertorio, interviste e filmati di concerti ufficiali ed amatoriali, la regista riesce a svelare la natura e l’identità più sincera di Kathleen Hanna, questa giovane ragazza con un’infanzia difficile alle spalle, che scopre di avere una voce potente,in grado di urlare al mondo quello che c’è di sbagliato e che occorre cambiare.

Domenica 26 marzo ore 19: Io sono mia?
"Supervenus" di Frèdèric Doazan (Francia, 2013, 3’)
Partendo da un libro illustrato d’anatomia Fin de siècle, Frédéric Doazan prende l’immagine della donna adulta e la stravolge in un rapido climax di interventi chirurgici sempre più violenti. La venere contemporanea, modificata dall’estetica e dal desiderio che la circonda, diventa vittima di soprusi che portano a una perfezione piena di cicatrici.

"Il corpo delle donne"
di Ornella zanardo (Italia, 2009, 24')
Un documentario sul tema dell’uso del corpo della donna in tv. Siamo partiti da un’urgenza. La constatazione che le donne, le donne vere, stiano scomparendo dalla tv e che siano state sostituite da una rappresentazione grottesca, volgare e umiliante. La perdita ci è parsa enorme: la cancellazione dell’identità delle donne sta avvenendo sotto lo sguardo di tutti ma senza che vi sia un’adeguata reazione, nemmeno da parte delle donne medesime. Da qui si è fatta strada l’idea di selezionare le immagini televisive che avessero in comune l’utilizzo manipolatorio del corpo delle donne per raccontare quanto sta avvenendo non solo a chi non guarda mai la tv ma specialmente a chi la guarda ma “non vede”.

"Miss representation"  di Jennifer Siebel (USA, 2011, 1h, 29')
Realtà lampante che viviamo ogni giorno, ritratti di donne e ragazze strumentalizzate dai media. Il messaggio collettivo che riceviamo è che di una donna di valore e il potere si trovano nella sua giovinezza, la bellezza, e la sessualità, e non nella sua veste di leader.

Nel video una sequenza di Persepolis

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