"La mia volontà è quella di dare testimonianza alla Verità"

domenica 13 dicembre 2009

Il maestro Giuseppe Afrune racconta, in questa intervista, il suo percorso spirituale. Di come, oltre dieci anni fa, la sua vita è cambiata diventando, attraverso la pittura, una continua ricerca dell’amore di Cristo

 

Giuseppe Afrune è il pittore della fede. Da Giovanni Paolo II a Benedetto XVI, l’artista poggiardese è entrato da tempo nel cuore dei vicari di Cristo. Ma non sempre è stato così. “Pittore dei bistrot”, così veniva chiamato il maestro prima del 1998. Scettico e distante dalla parola di Cristo, ha avuto anche lui un forte periodo di crisi culminato con una sofferta e travagliata conversione. Un lungo e meditato percorso spirituale che Afrune vuole trasmettere anche agli altri, a chi ancora non ha la fortuna di conoscere la grande gioia che può donare il Signore Gesù. “Ho avuto la fortuna di conoscere Natuzza Evolo, la mistica calabrese morta il 1° novembre scorso. Una persona di grande sensibilità che ha contribuito in maniera decisiva a cambiare la mia vita”.
Giuseppe Afrune racconta con precisione gli stati d’animo della sua esistenza, di cosa è cambiato da un certo momento in poi: “Attraverso la pittura cerco di esprimere i sentimenti che provo ogni giorno della mia vita, di regalare una forte speranza a chi è nella disperazione”. È questo il tratto distintivo di “Il tuo volto Signore io cerco” la grande mostra che nei prossimi giorni aprirà le porte a Poggiardo. Una iniziativa a cui Afrune tiene molto e, ci tiene a specificarlo, non per motivi di affermazione personale. “Il percorso dell’esposizione presso il Palazzo della Cultura è stato lungo e meditato: ci sono voluti oltre 5 anni per approntare il filo conduttore e scegliere i 36 quadri che saranno visibili e che non saranno in vendita”.
Tre le figure che Afrune ha voluto riprendere nei suoi dipinti e raccogliere in questa personale: Padre Pio, Giovanni Paolo II e il Volto di Cristo. “Il Santo di Pietrelcina è stato fondamentale nel tragitto verso la piena consapevolezza della mia fede. Le opere sono una diretta espressione del rapporto con lui, un tentativo di restituire in maniera infinitesimale quanto ho ricevuto da Padre Pio, della grande trasformazione che ho avvertito nella mia vita. Ero una persona disillusa, dallo scarso interesse per gli altri e per il mondo. L’incontro con Padre Pio, di cui ho potuto sentire la viva e costante presenza, mi ha cambiato profondamente. Visitare la sua opera più grande, la Casa Sollievo della Sofferenza ha fatto di me un uomo diverso, capace di guardare oltre la materia, oltre lo scorrere dei giorni senza scopo per riflettere sulla forza dell’amore che diventa una ragione per l’esistenza. I 25 dipinti che sono esposti nell’Ospedale di San Giovanni Rotondo, sono stati più un dono per me e spero che siano di conforto a chi purtroppo ha la necessità di essere ospite della struttura”.
Altra figura essenziale per Afrune è stata Karol Wojtyla, il papa che ha voluto conoscere personalmente quel pittore capace di rappresentare vividamente, con le sue pennellate, l’animo umano. “Giovanni Paolo II è stato l’ispiratore della mia recente conversione, colui che ne ha segnato i passi, accarezzandomi con la delicatezza di un padre amorevole. Ho avuto la fortuna di conoscerlo in più occasioni, ritornando a casa ogni volta sempre più affascinato dalla grande serenità di un uomo tanto buono. La Madonna di Czstochowa, il dipinto che portai in Vaticano lo colpì molto e fu per me un grande e significativo momento di crescita spirituale. Un rapporto intenso che spero si riesca a percepire proprio nei dipinti selezionati per la mostra”. L’ultima sezione è quella che riguarda il volto di Cristo, in tante espressioni significative: “Gesù è la Via che ogni giorno indica la salvezza. Una fonte di speranza forte per un mondo che ha bisogno di segni importanti e sicuri. Nelle mie opere Cristo è il Salvatore, colui che ridona la vita nei momenti più cupi e difficili, quando lo sconforto sembra prevalere e vincere su tutto. Gesù aiuta sempre ed è fonte di speranza inesauribile”.
È sereno Giuseppe  Afrune, consapevole di aver trovato una ragione per la propria opera: “La mia volontà è quella di dare testimonianza della Verità. Io lo faccio attraverso i dipinti: vorrei trasmettessero un messaggio d’amore e di fiducia in tutti coloro i quali verranno al Palazzo della Cultura e che, una volta usciti, fossero a loro volta portatori della parola di Cristo a tutto il mondo. Una parola che salva e senza la quale non c’è nessuna possibilità di vivere con serenità e soddisfazione una vita all’apparenza senza alcun senso”.
 

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