Notte della Taranta, tappa sabato a Martignano: sul palco Dario Muci

giovedì 18 agosto 2016
 Arriva Dario Muci con “Barberie e Canti del Salento” che ricorda come negli attimi di pausa dal lavoro, i barbieri svolgevano attività musicale e didattica.

Nuova tappa e nuovo doppio appuntamento a Martignano sia con la tradizionale ragnatela musicale che con “Altra Tela”.  Alle 21.30 in piazzetta Palmieri arriva Dario Muci con “Barberie e Canti del Salento”.  Fino alla metà degli anni Cinquanta molti barbieri erano anche musicisti e il salone un importante luogo di musica. Negli intervalli dal loro lavoro  i barbieri svolgevano attività musicale e didattica e i migliori maestri formavano gruppi strumentali in grado di eseguire brani classici di vario tipo (valzer, mazurche, barcarole) e di “portare” le serenate.

L’artista Dario Muci  ha lavorato per anni al recupero di questo antico stile, che trae le sue origini probabilmente dalla dominazione spagnola e che nel Salento, a differenza di altre zone della Puglia (brindisino e barese), è stato dimenticato in seguito alla scomparsa dei vecchi depositari e involontariamente offuscato dall'abnorme fenomeno della pizzica pizzica. Il suo repertorio è preziosissimo anche perché illumina una particolare zona del Salento, quella del Capo di Leuca e di Alessano in particolare, paese del Maestro Antonio Calsolaro, mandolinista, compositore e ultimo depositario che ha appreso questa tradizione direttamente dal padre Vincenzo, musicista e barbiere, e che oggi si dedica come solista e al fianco di Muci alla sua riproposta.

Dalle 22.30 sino a notte fonda, invece in piazza della Repubblica, spazio alla musica travolgente con una nuova  tappa del festival itinerante. La prima formazione ad esibirsi è Jazzabanna    che  ripropone i canti della tradizione musicale delle province di Taranto, Brindisi, oltre a quelli della Provincia di Lecce, meglio conosciuti e largamente interpretati dalla maggior parte delle formazioni di riproposta   Dopo Jazzabanna sul palco  arriva Anna Cinzia Villani   che  nel suo lavoro “Fimmana, mare e focu!” mette la donna al centro dell’attenzione e mette al tempo stesso in guardia dalla donna, rievocando proverbi scherzosi, versi in cui essa appare diabolica e indomabile, racconta le emozioni che la donna può provare vivendo l’abbandono, dovuto alla fine di un amore o a una partenza.

 
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