Salento, non solo barocco: viaggio di National Geographic tra i resti medievali

venerdì 25 marzo 2016
Reportage di National Geographic nel Salento medievale: in foto le preziose tracce del passaggio delle popolazioni nel tacco d’Italia.

Non è solo barocco il Salento. Nei paesini meno conosciuti, così come nella imponente Otranto, si trovano tracce del passaggio delle antiche popolazioni. 
Messapi, Greci, Romani, Bizantini, Arabi, Normanni, Svevi, Angioini, Aragonesi, e anche  Akmet Pascià e i Turchi, hanno lasciato il segno su splendidi edifici e in opere d’arte dall’immenso valore. Lo sa bene il National Geographic che ha dedicato a questo Salento inedito un dettagliato servizio a firma di Gianluca Baronchelli.


“Il Salento, terra di ulivi e fichi d’india, di falesie, fiordi e scogliere, è stato da sempre terra di conquista ma, come accade in questi casi, anche di profondi scambi culturali e religiosi” è scritto nell’incipit del servizio, correlato come di norma da splendide fotografie. “Capo d’Otranto è il punto geografico più a oriente della penisola.” continua “È qui che il mare Adriatico si fa stretto; è qui che Oriente e Occidente si guardano più da vicino, e tradizioni diverse si sono fuse in un crogiolo unico, che per certi versi ancora permane. Sono numerosissime le testimonianze artistiche legate al culto e alla celebrazione greco-bizantina che si intrecciano con quelle legate al rito latino in un percorso ricco di suggestioni e rimandi, che si snoda attraverso cripte e chiese riccamente affrescate. Un viaggio, un itinerario alla scoperta dei tesori dell’arte medievale che ci raccontano questo passaggio attraverso una temporanea convivenza: non semplice sincretismo ma vera e propria osmosi culturale”.

Ritrovano luce allora monumenti quali la facciata di Santa Sofia e Santo Stefano a Soleto con gli splendidi affreschi, la Guglia Orsiniana - sempre a Soleto - e la facciata di Santa Caterina d’Alessandria a Galatina. E ancora, Santa Maria della Croce a Casaranello e la chiesa dei SS. Stefani a Vaste; la cripta di S. Cristina a Carpignano Salentino e di S. Salvatore a Giurdignano; la chiesetta di S. Pietro a Otranto e la maestosa Cattedrale dell’Annunziata a Otranto, con il suo misterioso mosaico dell’Albero della vita.

Qui il servizio di National Geographic

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