600 giorni per la Tac di una malata di tumore, il Ministero invia ispettori al “Vito Fazzi”

domenica 20 marzo 2016

La task force del Ministero della Salute sarà a Lecce domani mattina. La Regione precisa: "tempi di attesa per urgenze rispettati".

Aveva chiesto la prenotazione per una Tac e la Asl aveva fissato il primo appuntamento utile ad ottobre 2017. Un fatto incredibile, specie se a richiedere l’intervento è una malata di tumore. Un caso che aveva destato scalpore: la denuncia era partita da Santina Geusa al Tribunale dei diritti del malato di Lecce. Adesso però il Ministero vuole vederci chiaro: “Quando a chiedere l'esecuzione di una prestazione diagnostica è una persona affetta da malattia oncologica -si legge in una nota- tale richiesta assume caratteristiche di urgenza e i tempi di attesa devono essere ragionevoli, dunque brevissimi.  Da notizie stampa, a Lecce la richiesta della signora Santina Geusa, malata oncologica, è stata invece trattata come una richiesta ordinaria. Un caso sul quale, in attesa anche della relazione sui fatti della Regione Puglia, dovrà fare chiarezza la task force del ministero della Salute, convocata per domani dal ministro Beatrice Lorenzin. Carabinieri del Nas, esperti di Agenas e tecnici nominati da Ministero e Regioni acquisiranno tutti gli elementi denunciati dalla signora Santina Geusa, che ha dichiarato di avere richiesto nel febbraio scorso una Tac, fissata dall'Azienda di Lecce a ottobre 2017.  La circostanza che, solo dopo le insistenze della paziente, secondo quanto da lei stessa dichiarato, l'esame sia stato fissato e infine eseguito l'8 marzo scorso, non rende meno urgente un'istruttoria rigorosa che faccia piena luce sul caso”.

La Asl però precisa che i tempi per l'urgenza sono stati rispettati, chiarendo che la donna affetta da patologia oncologica aveva fatto richiesta di tac addome con mezzo di contrasto il 22 febbraio: le date disponibili erano 19 aprile e 20 aprile in strutture private convenzionate, 3 giugno presso il Poliambulatorio di Campi Salentina, il 30 giugno all'ospedale di Copertino e 20 ottobre 2017 all'ospedale Vito Fazzi di Lecce.

“I tempi lunghi di attesa dell'ospedale Vito Fazzi di Lecce -chiarisce la Asl- sono dovuti al fatto che, in quanto struttura di II livello, deve rispondere alle esigenze di emergenza-urgenza e alle richieste per i pazienti interni, ricoverati in ospedale. La paziente in questione ha accettato solo la data del 20 ottobre 2017, sulla scorta di un riferito e non approfondito episodio allergico, non considerando che, tra le date e le strutture disponibili, c'era anche l'ospedale di Copertino dove viene garantita h24 la presenza dell'anestesista. E comunque, la paziente è tornata in ospedale il 4 marzo e ha discusso il suo caso particolare con il direttore dell’Unità operativa di Radiologia che ha preso in carico la paziente facendole eseguire una risonanza magnetica (al posto della Tac, proprio per il riferito caso allergico) il giorno 8 marzo”.

“Dunque da quanto riferito sull'accaduto dalla Direzione della Asl di Lecce e considerando le date utili per l'esecuzione dell'esame, i tempi di attesa su casi urgenti vengono rispettati - dice Giovanni Gorgoni, Direttore del Dipartimento Salute della Regione Puglia - la comunicazione da parte del medico prescrittore della urgenza diagnostica attiva corsie di prenotazione diverse rispetto a quelle per i casi differibili o per i quali sono previsti i tempi brevi, così come stabilito da normativa nazionale. Per gli oncologici e per i casi particolari, la prenotazione dovrebbe avvenire con il supporto dei servizi che hanno in cura il paziente, poiché sono loro a conoscere esigenze e problematiche specifiche”.

“Il caso della signora era stato risolto ancor prima del clamore mediatico - dice Michele Emiliano, presidente della Regione Puglia - con gli strumenti, la prassi e le regole di un sistema sanitario che certo necessita di nuova forza lavoro e forse in alcuni casi di miglioramento organizzativo, ma che sicuramente è in grado di rispettare le esigenze del malato, soprattutto di quello più grave o con bisogni più evidenti. La task force del Ministero avrà modo di raccogliere tutta la documentazione relativa al caso in questione per farne una attenta valutazione”.

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