Lecce, strisce pedonali non a norma: lo conferma l’ufficio tecnico ad Adoc e Codacons

sabato 19 marzo 2016

Dopo aver segnalato a dicembre l’illegittimità del posizionamento delle strisce, le due associazioni avevano presentato una diffida al Comune. Ora arriva la conferma anche dall’ufficio tecnico.  

A dicembre 2015 Adoc e Codacons, dopo avere segnalato attraverso gli organi di stampa l'illegittimità del posizionamento delle strisce pedonali in città, hanno notificato una diffida al Comune di Lecce ai sensi del Decreto Legislativo n. 198/2009, la cosiddetta class action contro la Pubblica amministrazione.

Nel caso di specie la diffida verteva sul mancato rispetto dell'art. 145, comma 3 del Regolamento di attuazione del codice della strada che recita “In presenza del segnale Fermarsi e dare precedenza l'attraversamento pedonale, se esiste, deve essere tracciato a monte della linea di arresto, lasciando uno spazio libero di almeno 5 m; in tal caso i pedoni devono essere incanalati verso l'attraversamento pedonale mediante opportuni sistemi di protezione”.

Tale norma, come sottolineano gli avvocati Alessandro Presicce e Massimo Todisco, è vigente in tutta Italia, “ma è completamente ignorata a Lecce, ove la stragrande maggioranza delle strisce pedonali sugli incroci sono pericolosamente collocate in corrispondenza dell'intersezione”.

“La legge – chiariscono - prevede che, dopo la diffida, la Pubblica amministrazione abbia 90 giorni per porre in essere tutti gli adempimenti previsti dalla legge e colpevolmente omessi. Ebbene, proprio nel giorno in cui scadevano i 90 giorni della diffida, il dirigente dell'Ufficio Traffico ha risposto alle associazioni per confermare che tutti gli incroci esaminati non siano a norma e che verrà redatto un progetto per l'adeguamento dell'infrastruttura stradale, che includa non solo l'adeguamento della segnaletica verticale ed orizzontale, ma anche lo spostamento delle rampe dei disabili costruite in posizione sbagliata e l'installazione di transenne parapedonali per la canalizzazione del flusso pedonale”.

Il dirigente informa che, grazie alla diffida, anche il progetto di riqualificazione di piazza Mazzini sarà interessato dalla modifiche necessarie per l'adeguamento alle norme di legge.

Adoc e Codacons prendono atto che solo dopo la notifica della diffida giudiziale il Comune ha ammesso di avere ignorato una norma fondamentale del Codice della Strada in tema di sicurezza ed ha sperperato denaro pubblico per costruire centinaia di rampe in posizione assolutamente pericolosa. Per assicurarsi che l’iter amministrativo venga del tutto compiuto, Adoc e Codacons monitoreranno e solleciteranno l'adeguamento promesso e, ove lo stesso non venga realizzato in tempi brevi, attiveranno la class action entro il termine di legge di un anno.

Dopo anni di incuria, Adoc e Codacons invitano l'amministrazione a fare presto: “La sicurezza dei cittadini – concludono - non può attendere oltre”.

 

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