“Senza morte”, le crocifissioni di Manfredini in mostra a Spongano

venerdì 11 marzo 2016

Il 24, 25 e 26 marzo nello spazio ipogeo di Palazzo Bacile di Castiglione la mostra evento di Giovanni Manfredini.

In occasione delle festività pasquali approda nel Salento un evento d’eccezione interamente dedicato ad avvicinare, conoscere e dialogare con l’arte del nostro presente: il 24, 25 e 26 marzo prossimi, Palazzo Bacile di Castiglione a Spongano ospiterà nello “Spazio Ipogeo”, trasformato in “museo temporaneo”, la mostra “Senza morte”, tre crocifissioni di Giovanni Manfredini.

Autore riconosciuto nel panorama italiano e internazionale, nuovo interprete dell’eredità di Caravaggio, Manfredini esporrà solo per tre giorni i suoi dipinti in un percorso espositivo che non sarà solo visivo. Le sue opere pittoriche, infatti, saranno accompagnate dalla musica di un grande maestro, il premio Oscar Ennio Morricone che, in occasione della 56^ Biennale di Venezia, ha composto “Stabat Mater Dolorosa” per l’omonima installazione artistica di Manfredini.

L’iniziativa, promossa da Fabio Bacile di Castiglione, con il patrocinio della Provincia di Lecce e dell’Assessore all’Industria Turistica e Culturale - Gestione e Valorizzazione dei Beni Culturali della Regione Puglia, vede la partecipazione del FAI, Fondo Ambientale Italiano-Delegazione di Lecce, ed è realizzata in collaborazione con il Comune di Spongano, la Proloco locale e l’Unione dei Comuni Spongano-Diso-Andrano.

L’allestimento vuole rappresentare un’occasione per riflettere su un significativo momento della tradizione cristiana e, in particolare, sui temi della morte e della risurrezione. Per questo si snoderà nei tre giorni che preparano e precedono la domenica di Pasqua: tre giorni, tre opere, tre crocifissioni.

La mostra sarà inaugurata giovedì 24 marzo, alle ore 20.30, con una presentazione delle opere esposte a cura del critico d’arte Toti Carpentieri. Alle ore 21.30 l’Associazione Culturale Federiciana eseguirà il “Requiem in Re minore per soli, coro e orchestra K. 626” di W. A. Mozart (ingresso libero fino ad esaurimento posti). L’esposizione artistica sarà aperta ai visitatori giovedì 24, venerdì 25 e sabato 26 marzo, dal mattino alla sera (ore 10 - 22), con ingresso libero (info 3498229880).

Esprime soddisfazione per la proposta culturale, patrocinata dalla Provincia di Lecce, il presidente dell’Ente, Antonio Gabellone, che parla di doppia opportunità al pubblico: “Da una parte, i visitatori potranno ammirare le opere di un importante artista contemporaneo, capace con i suoi dipinti di suscitare emozioni forti e stimolare riflessioni molto profonde. Dall’altra, avranno occasione di scoprire un luogo antico, che racconta la storia del Salento in modo nuovo”.

Il frantoio ipogeo di Palazzo Bacile di Castiglione è stato dichiarato d’interesse storico-artistico dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per la provincia di Lecce. Trasformato in dimora signorile a partire dal XVII secolo, come adattamento dell’originale fortificazione dei Vescovi Conti di Castro del XIV secolo, e utilizzato come frantoio a partire dal XVII secolo fino alla metà degli anni Cinquanta del Novecento, è il primo nel Basso Salento dedicato alla produzione “industriale” di olio alimentare.

Composta in occasione della Pasqua cristiana la mostra “Senza morte” è una chiamata a vivere da vivi. Come spiega l’autore delle opere Giovanni Manfredini: “La morte è il limite invalicabile della condizione umana, sostituire questa immagine di verità è pretendere di annullarne il mistero. Nelle tre crocifissioni presentate v’è altro e non assistiamo all’agonia della morte, beffa del mondo contemporaneo. Consumando inesorabilmente l’attimo della vita ritroviamo il presente delle cose. Una riflessione sul rapporto tra vita e morte, compassione e devozione, rito e rappresentazione”.

L’artista non affida il racconto della Passione ad immagini solo dipinte ma a territori sconfinati dove lo spirito non conosce separazione. Una pittura-immagine dello spirito che prende il sopravvento sulla vita, sul dolore e sulla carne. Nasce con questo intento un’opera dal fortissimo carattere di installazione. Una poetica estrema e cruda o addirittura brutale, priva di mediazioni idealizzanti o intellettualistiche. Un vigore puro e pittorico, cromatico e luministico, giustapposizione di buio-luce, vita-morte, il peccato, la redenzione. Il corpo, la risurrezione, il rapimento come tema ricorrente, con riferimenti alla pittura seicentesca di Caravaggio, Goya, Ribera, Velasquez, una pittura trasportata in una nuova raffinata figurazione, sospesa tra trascendente ed imminente fatta di lacerti di pelle, sangue, sudore.

Le opere di Manfredini sono state esposte accanto a quelle di Caravaggio nella Cappella Cerasi a Santa Maria del Popolo a Roma, dove ha avuto inizio un sodalizio spirituale con Arnoldo Mosca Mondadori ed Ennio Morricone, che continua tutt’oggi. Nel 2015 Giovanni Manfredini ed Ennio Morricone presentano “Stabat Mater Dolorosa” presso la Fondazione Giorgio Cini, in occasione della 56^ Biennale di Venezia. Eccezionalmente, in accompagnamento all’opera di Manfredini, ed in occasione della Santa Pasqua, questo brano originale, composto per quell’opera a due dal grande compositore e premio Oscar Ennio Morricone, accoglierà i visitatori durante i tre giorni espositivi, dal mattino alla sera.

Nato a Pavullo nel Frignano, in provincia di Modena, classe 1963, Giovanni Manfredini ha allestito mostre personali a Madrid, Napoli, Milano, Roma, Berlino, Basilea, Berna, Londra, Francoforte, Stoccarda e ha partecipato a mostre collettive presso la 54^ Biennale di Venezia, MoMA PS1 (New York ), lo Stedelijk Museum (Amsterdam),  SMAK (Gent), Kaiserdome Francoforte, il Kunstmuseum di Bonn (Germania), presso il Museo Fukuyama of Art (Giappone), la Galleria d’Arte Moderna di Bologna (Italia), il MART di Trento e Rovereto (Italia).

 

 

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