Arte come comunicazione e cambiamento: intervista a Simone Gualtieri di Labirinti artistici

giovedì 10 marzo 2016
Conversazione di Eliana Masulli con Simone Gualtieri, presidente dell’Associazione Culturale “Labirinti Artistici”  di Lecce.

La vita abbatte e schiaccia l’anima, l’arte ti ricorda che ne hai una  (Stella Adler)
Hebbel sosteneva che vivere l’arte comporta accogliere in sé il mondo e rigenerarlo.
Abbattere il muro della diffidenza è il primo obiettivo di chi decide di sfilacciare il sottile velo di Maya per lasciare emergere la naturale esigenza di dare forma e sostanza alla propria libertà espressiva. 
Questo l’arte sa e può farlo.  
Simone Gualtieri, presidente dell’Associazione Culturale Labirinti Artistici si impegna dal gennaio 2014 a correre questo rischio e a dare spazio alla realtà artistica di Lecce e a chi ne sostiene lo scopo: creare, senza pregiudizi, una dimensione tangibile per i moti dell’anima.

Simone, parlaci un po’ di te e di Labirinti Artistici.
«Chi sono? Anzitutto sono un appassionato di fotografia. La nostra associazione nasce da questa passione. Labirinti Artistici non è solo un’associazione culturale, ma anche un punto d’incontro per chi desidera respirare insieme in uno spazio comune, dove a ogni colore sembra corrispondere sempre una nuova idea per creare una realtà cittadina più stimolante. La sede è frequentata sia da giovani esordienti che da artisti affermati e ancora più importante è assistere alla sinergia che si crea anche tra diverse fasce d’età e attitudini. Questo fa comprendere quanto l’arte sia in grado di andare oltre quei pregiudizi e limiti che molto spesso ognuno di noi si impone e che alla lunga logorano la quotidianità».

Il quartiere S. Pio, quale sede dell’Associazione, è stata una scelta casuale o ben ponderata?
«Effettivamente in questa scelta abbiamo creduto moltissimo sin da subito. Il quartiere è multietnico, multiculturale e popolato da molti studenti universitari; questo crea inevitabilmente uno spazio cittadino dinamico, vivo. Ma, come tutti noi sappiamo, spesso le realtà periferiche vengono dimenticate e lasciate a sé stesse».

Quindi come pensi possa riqualificarsi un quartiere periferico grazie alle attività associative promosse?
«Noi crediamo nell’arte a 360 gradi. Le attività promosse dall’associazione sono varie e siamo sempre pronti ad accogliere nuove idee. Al momento non vorrei svelare del tutto un progetto che, insieme agli altri soci, ritengo possa contribuire a  rilanciare la visibilità del quartiere e dei suoi artisti nascosti… il team è attivo e non vi deluderà».

Dunque non indagherò oltre, ma permettimi di chiederti in cosa consiste vivere la realtà associativa di Labirinti Artistici?
«Ogni settimana proponiamo una diversa forma d’arte. Le mostre vengono inaugurate ogni sabato sera e sono visitabili sino al giovedì successivo. Questo movimento permette all’associazione di ricevere continui stimoli e occasioni di confronto culturale. Durante la settimana è possibile, inoltre, frequentare i nostri laboratori di fotografia e musica. Le attività si amplieranno anche grazie a chi verrà a trovarci. Vi aspettiamo».

Dopo l’esordio promosso  nella zona 167  e le esposizioni d’arte indette presso il Museo Faggiano e il Fondo Verri di Lecce, Labirinti Artistici riprende  fiato e vi aspetta in via delle Anime n° 4.
Arte come comunicazione? Scevra da ogni tentativo di strozzarsi entro categorie di genere e di definizione, l’arte può senza dubbio interrompere  la monotonia del tipo e la tirannia delle abitudini. Banksy afferma che l’arte distrugge il comodo, come dire che a ogni libertà d’espressione negata possa corrispondere sempre un canale genuino per manifestarla.

Eliana Masulli
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