Segregata dalla famiglia, fugge da Venezia: 15enne aiutata dall’amico di chat salentino

mercoledì 9 marzo 2016

La ragazzina di nazionalità cingalese è stata ascoltata dal Procuratore per i minorenni e ricoverata in una casa famiglia.

Ha trovato aiuto nel Salento la 15enne scappata da Venezia. Una fuga dalla famiglia per evitare di continuare la vita di soprusi e segregazione: questo è quanto ha riferito alla Procura per i minorenni alla quale si sono rivolti i poliziotti del Commissariato di Nardò.

La storia è iniziata lo scorso 5 marzo quando negli uffici del comune neretino si è presentato un 27enne del posto insieme ad una ragazza 15enne di nazionalità cingalese, chiedendo di conferire con un poliziotto. Il giovane ha raccontato che nei giorni precedenti, tramite una chat line, aveva contattato una 15enne dello Sri Lanka, che gli aveva esposto le sue vicissitudini, in particolare quelle di carattere familiare: la madre separata era rimasta a vivere nel paese di origine, mentre lei insieme al padre e a un fratello di 19 anni, da qualche anno era residente in un centro del veneziano. Dal racconto emergeva, secondo quanto riferito dalla ragazza una vicenda di privazioni di libertà al limite della segregazione, condita da minacce gravi ad opera del padre. L’unico momento di libertà era quando andava a scuola.

Nei giorni precedenti la ragazza, chattando con il giovane neretino, aveva manifestato il proposito di scappare da casa per raggiungere il Salento, nonostante il ragazzo avesse tentato più volte di farla desistere. Ad un certo punto il 27enne aveva ricevuto una telefonata dalla minore che gli annunciava di trovarsi già sul treno diretto a Lecce.

I due sono quindi rientrati a Nardò, decidendo di recarsi presso il Commissariato di Polizia.

Gli agenti, a quel punto, hanno informato gli organi di Polizia veneziani del ritrovamento della minore, dato che era stata diramata anche l’avviso di scomparsa, poi, alla presenza di un assistente sociale hanno ascoltato la ragazza circa le ragioni della fuga, riconducibili al forte disagio vissuto in famiglia.

 

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