Lido Salapia. danno erariale da 300mila euro. Rotundo: "Non possono pagare i cittadini"

mercoledì 9 marzo 2016
Il consigliere del Pd chiede che sul caso del lido di San Cataldo indaghi la Corte dei Conti.  

"La vicenda del Lido Salapia ha creato un danno all'erario di oltre 300mila euro. Ora chi paga?” Il consigliere Pd Antonio Rotundo, presidente

della Commissione Controllo di Palazzo Carafa punta i riflettori sul caso del lido di San Cataldo, realizzato da una cooperativa di dipendenti comunali e finito sotto sequestro nell'estate del 2013.

“La vicenda relativa al lido Salapia rappresenta una delle pagine peggiore nella storia della marina di San cataldo; una struttura  balneare realizzata dal comune diventata nel giro di pochi anni un rudere, una vera e propria discarica a cielo aperto, il simbolo del degrado e dell'incuria oltre  che un  colossale monumento allo spreco di denaro pubblico – scrive Rotundo - oltre 300mila euro sono andati letteralmente in fumo, e lo spettacolo  che si presenta agli occhi dei cittadini  è  la peggiore cartolina di San cataldo che non avremmo mai voluto vedere. 

Secondo me questa operazione  del tutto fallimentare ha prodotto  un danno erariale certo ed evidente, ciò che non è  ammissibile è  che il conto debba essere  pagato dai contribuenti leccesi, già  sottoposti  ad una pressione  fiscale  tra le più  alte e che non hanno alcuna responsabilità. Credo che spetti alla corte dei conti accertare eventuali  responsabilità in merito e richiedere di rifondere i danni a chi con la propria condotta  li ha determinati”. 

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