#SafePassage, la marcia per i rifugiati di Lecce nel nome di Saibe Diao

sabato 27 febbraio 2016
Oggi pomeriggio a Lecce la marcia per i rifugiati: in tanti per affermare il diritto all'accoglienza e ad un "passaggio" sicuro.

Si è svolta questo pomeriggio a Lecce la marcia per i diritti dei rifugiati. Al grido di  "Safe Passage" in tanti, tra associazioni e cittadini comuni, hanno affollato le vie di Lecce per affermare il diritto all'accoglienza e per dire no alle stragi di migranti in mare.

L'iniziativa si è svolta nel capoluogo leccese come in tante altre città europee. In Italia invece poche le iniziative analoghe. 

La manifestazione ha assunto però toni diversi dal previsto a causa di una tragedia ai danni proprio di un migrante che si è consumata questa mattina nelle campagne tra Campi e Cellino San Marco. Un giovane senegalese di soli 20 anni, Saibe Diao, bracciante, ha perso la vita mentre lavorava con un trattore.

Arci Lecce, che pure era tra i promotori della manifestazione, ha annunciato poco prima della partenza che non avrebbe partecipato in quanto in lutto. Il giovane senegalese faceva parte difatti di un progetto Sprar di accoglienza dei rifugiati e migranti. Proprio grazie al progetto aveva trovato lavoro. Ecco il post di Anna Caputo, presidentessa provinciale di Arci:

"Di anni ne aveva solo 20 Saiba e veniva da Tambacounda. Dal primo giorno di ingresso nel progetto Sprar, trasferito da Campobasso, aveva iniziato a cercare lavoro perché voleva aiutare la sua famiglia in Senegal e non vi era giorno nel quale non uscisse a chiedere ovunque. Era felicissimo adesso. Era stato assunto in un'azienda agricola e aveva trovato una casetta a Campi. La prossima settimana lo avremmo aiutato a riempire l'abitazione e sarebbe uscito da progetto. L'unico suo cruccio nella vita era il fatto di non aver potuto proseguire gli studi. Era molto curioso intellettualmente e voleva scrivere il libro della sua vita, che a soli 20 anni racchiudeva 100 delle nostre vite da occidentali. Si muore di bombe, si muore di fuga, si muore di mare e in Italia si muore ancora di lavoro. Le lacrime e la disperazione dei suoi operatori di riferimento ci fanno capire quanto fosse unico. Appena ci daranno l'ok provvederemo, prima ad una cerimonia e poi al trasporto in Senegal del corpo per ridarlo alla famiglia, accompagnato da due operatori Arci per dare conforto alla famiglia e dirgli quanto fosse prezioso per noi".

Oltre alle associazioni che operano nel campo dell'immigrazione, tra le altre hanno dato la propria adesione anche alcune scuole e gli scout Cngei di Lecce.

L'elenco completo sulla pagina dell'evento.

In gallery le foto della manifestazione.


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