Assegnazioni edilizia popolare, LCP chiede chiarezza: “Occupazioni abusive a danno dei più deboli”

venerdì 26 febbraio 2016

La preoccupazione di Lecce Città Pubblica è che si affronti una nuova campagna elettorale “con l’ombra del sospetto di interferenze improprie e pericolose sul voto”.

Affrontare la nuova campagna elettorale in un clima di serenità e senza sospetti. Lo chiede Lecce Città Pubblica con una nota che riscostruisce i passaggi della vicenda riguardanti le assegnazioni degli alloggi popolari.

“Nel 2012 -nel vivo della campagna elettorale per il rinnovo del consiglio comunale – su sollecitazione dello stesso Sindaco Perrone una delegazione del PD guidata dall’onorevole Bellanova consegna un esposto alla Procura della Repubblica per evidenziare presunte anomalie e abusi nell’assegnazione degli alloggi popolari.

Nel 2015 – nel corso di una commissione consiliare convocata sul tema – il dirigente comunale di settore informa che, a seguito di un accertamento disposto dagli uffici, per circa 170 dei 562 alloggi si rende necessaria una verifica per la conferma dei requisiti di assegnazione.

Nel 2016 – in una relazione illustrativa sul fenomeno criminale nel Salento – il Prefetto di Lecce evidenzia “il preoccupante consenso elettorale verso alcuni amministratori emerso in occasione delle amministrative 2012 nelle aree di edilizia popolare del comune di Lecce”; e anche il fatto che cinque indagati nell’ambito del processo Eclissi sulla SCU risultano assegnatari di alloggi. Quale conclusione è possibile trarre mettendo in fila questi passaggi? Che esiste il fondatissimo timore che un settore delicatissimo quale quello dell’edilizia popolare sia permeabile alle pressioni di organizzazioni criminali”. Che il Comune – responsabile per legge delle assegnazioni agli aventi diritto – per troppi non abbia osservato scrupolosamente le leggi ed esercitato diligentemente i controlli. Che in questa zona d’ombra si sia potuto siglare un accordo tra candidati alle amministrative del 2012 e malavita organizzata.

Una situazione che desta legittime preoccupazioni politiche e sociali. “Le stesse che vennero denunciate nel 2012 e riportate nel richiamato esposto. Trascorsi quattro anni chiediamo alla Procura di Lecce di mettere un punto fermo. O archiviando per infondatezza le ipotesi di reato ricevute. O disponendo una richiesta di rinvio a giudizio. Quello che nessuno si augura è dover affrontare una nuova campagna elettorale con l’ombra del sospetto di interferenze improprie e pericolose sul voto. Per questo sono importanti parole definitive. Si avverte la necessità che venga stabilito un clima sereno nell’interesse della città. Non è una delega alla magistratura cui si chiede di assolvere ad una funzione di supplenza. In questo caso la politica - o parte di essa - ha assunto tutte le iniziative possibili per sensibilizzare, diffondere, denunciare, chiarire, regolamentare. Quello che chiede è di non dover affrontare le elezioni del 2017 con le stesse preoccupazioni del 2012”.

Per Lecce Città Pubblica c’è una ragione ulteriore che sollecita questa richiesta.

“Lecce avverte da anni una delicata emergenza sociale sul fronte abitativo: famiglia che bussano alle porte del comune per chiedere un alloggio, decine di sfratti per morosità. Bonificare eventuali aree di inquinamento criminale significherebbe liberare appartamenti che possono essere assegnati a chi ne ha realmente diritto. Dietro eventuali occupazione abusive per prepotenze e intimidazioni (e non per necessità) ci sono famiglie in sofferenza che ci chiedono di poter vivere dignitosamente e che si sentono rispondere che non ci sono case. Principalmente a loro dobbiamo saper dare una risposta”.

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