Gasdotto ad Otranto: “Le multinazionali non possono decidere il futuro del nostro territorio”

venerdì 26 febbraio 2016

Presa di posizione del consigliere regionale del M5S, Antonio Trevisi, sull’ipotesi gasdotto nel Salento e in particolare nella città dei Martiri. Pagliaro: “Quando manca il governo, questi sono i risultati”.

“Le multinazionali non possono decidere del futuro del nostro territorio”: è questa nella sostanza l’idea di Antonio Trevisi, portavoce regionale del M5S e membro della commissione ambiente, intervenuto sullo sviluppo di un progetto di gasdotto, che arriverà ad Otranto.

Trevisi sottolinea come mentre qualche giorno fa la Regione Puglia abbia finalmente e dopo le pressioni del movimento, fatto ricorso straordinario al presidente della Repubblica sul decreto direttoriale per bloccare la realizzazione  del tratto Interconnessione Tap, venga resa pubblica la realizzazione di un altro gasdotto il cui approdo è a Otranto.

“Io mi domando – precisa - per quanto tempo ancora a decidere del futuro della collettività dovranno essere le multinazionali e non i cittadini contribuenti che non vengono mai consultati su decisioni così importanti e con un elevato impatto ambientale. E perfino quando si riesce con fatica, ad indire un referendum contro le trivellazioni per far partecipare finalmente i cittadini alle decisioni, questo governo Pd sceglie di boicottarlo nonostante gli ingenti costi per la collettività”.

“Ormai – sottolinea - di democratico in questo partito è rimasto davvero solo il nome, la buona notizia è che finalmente i cittadini stanno iniziando anche grazie alle nuove tecnologie, a prendere consapevolezza della cosa”.

Duro anche Paolo Pagliaro (Forza Italia): “Abbiamo lottato, inutilmente, contro la realizzazione di un gasdotto in una località a forte vocazione turistica. Figuriamoci per due nel raggio di 20 chilometri”.

“Sembra – aggiunge - veramente una beffa ai danni di zone di straordinario pregio paesaggistico del Salento. Otranto e Melendugno, nell’assenza e nel silenzio di chi avrebbe dovuto vigilare, entrare nel merito delle scelte, opporsi e farsi portavoce delle comunità. La Regione Puglia non ha una guida sicura, attenta al valore e alle peculiarità del Salento. Ed è per questo che oggi, senza neppure valutare le possibilità di benefici per i cittadini interessati, ci ritroviamo con il due ipotesi di approdo per l’approvvigionamento del gas. A questo punto – conclude - ci aspettiamo di conoscere il parere dei nostri rappresentano politici ad oggi non pervenuti laddove è impossibile tacere”.

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