Due milioni di euro di evasione: sequestro di case e conti correnti a Meltin'Pot

venerdì 26 febbraio 2016

Mancato versamento delle imposte e dell’Iva alla base dei controlli, operati dagli uomini della Guardia di Finanza, che hanno fatto rilevare un buco da circa due milioni di euro nei bilanci di una società salentina.

Iva e sostituto d'imposta non versati per oltre due milioni di euro: nel mirino dell'Agenzia delle Entrate e successivamente della Guardia di Finanza la nota azienda tessile e di abbigliamento di Matino “Meltin'Pot” destinataria di un decreto di sequestro preventivo “per equivalente” emesso dal Gip Alcide Maritati su richiesta del pm Francesca Miglietta.
La misura è stata eseguita dalle Fiamme Gialle di Gallipoli e ha riguardato 7 abitazioni a Gallipoli, Matino e Parabita, 3 capannoni deposito situati a Matino e conti correnti e altri rapporti finanziari per un valore complessivo di circa 367mila euro.

L’attività di indagine, partita su delega dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lecce e durata circa un anno, ha avuto origine da una segnalazione dell’Agenzia delle Entrate: da un controllo effettuato attraverso procedure informatiche automatizzate è emerso l’omesso versamento delle ritenute alla fonte a titolo di acconto da parte del sostituto d’imposta pari a circa 678mila euro nonché dell’Iva pari a circa 1,4 milioni di euro.

Il sequestro preventivo è scattato in quanto la società, a quanto accertato dalla Guardia di Finanza, non ha ancora versato quanto richiesto all'erario nonostante la notifica dell'avviso di pagamento. Da qui la società è stata iscritta a ruolo per la riscossione coattiva e i conseguenti accertamenti economico-patrimoniali svolti dai finanzieri nei confronti della società e del suo rappresentante legale hanno consentito di individuare le disponibilità finanziarie ed immobiliari oggetto del sequestro.

Per la minuziosa ricostruzione delle liquidità e della posizione finanziaria globale dell’azienda è stato fatto ricorso alla consultazione dell’Anagrafe dei Rapporti, attraverso la quale è stato possibile individuare, presso i vari istituti di credito ed intermediari finanziari, i conti correnti, i certificati di deposito ed i fondi di investimento societari.

 L’accesso al sistema telematico SISTER, inoltre, ha consentito alle Fiamme Gialle di individuare i beni immobili di proprietà della società e del suo rappresentante legale con i relativi estremi catastali, determinandone il valore. Al rappresentante legale sono stati contestati i reati tributari di omesso versamento delle ritenute certificate e dell’IVA con riferimento all’anno d’imposta 2013.  

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