Piano di riordino ospedaliero, Gabellone attacca Emiliano: “In 48 ore chiusa la sanità locale”

giovedì 25 febbraio 2016

Il presidente della Provincia di Lecce contro la tempistica e i criteri che il governo regionale sta utilizzando per realizzare il piano di riordino: “Non è questa la partecipazione annunciata in campagna elettorale”.

Non è immaginabile un piano di riordino della rete ospedaliera portato all’attenzione delle istituzioni locali attraverso i mezzi di comunicazione, blindato ed approvato in 48 ore: è questa la posizione espressa dal presidente della Provincia di Lecce, Antonio Gabellone, nell’assemblea tenutasi a Copertino per il “salvataggio” del locale presidio ospedaliero.

Per Gabellone, ogni valutazione “seria e corretta” dovrebbe poter avvenire dopo che il progetto di sanità regionale e salentina venga reso coerentemente funzionale a tutti i suoi dati: dalla popolazione e dalla sua età agli utenti, dalla riduzione o meno delle nascite in quel comprensorio, dalla disposizione geografica della sanità nel Salento, dallo stato di attuazione della medicina territoriale (dopo il precedente riordino che ha visto la chiusura dolorosa di Poggiardo, San Cesario, Maglie, Campi Salentina e Nardò) e di tanti altri dati.

Gabellone si chiede si siano stati tenuti in considerazione questi criteri nella nuova scure di tagli della Regione: “Non è immaginabile – precisa - che la presentazione di un riordino ospedaliero così importante avvenga il sabato e che il lunedì successivo il governo regionale approvi e impacchetti tutto per l’invio al governo nazionale”.

“Non è la partecipazione – prosegue - annunciata e propagandata da Emiliano e da tutti i suoi salentini in giunta regionale. La salute dei cittadini e le garanzie dei livelli assistenziali nei nostri territori non possono essere liquidate in 48 ore. Per questo è forte e determinato il mio appello al governatore di Puglia affinché possa fermarsi e pur in temi rapidi e certi possa dare la possibilità a tutti gli attori sociali e sanitari di questo territorio di esprimere le rispettive perplessità, avanzare modifiche o miglioramenti con puntuali suggerimenti, migliorando il progetto che la giunta regionale ha in mente di adottare”.

E, intanto, ieri con la marcia assieme agli studenti delle scuole locali, sono iniziate le iniziative di proteste da parte del territorio di Casarano contro l’ipotesi di declassamento del “Ferrari”. 

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