Smaltimento illecito di liquami, blitz del Noe in aziende e frantoi: scattano sequestri e denunce

martedì 23 febbraio 2016

Operazione dei carabinieri del Nucleo operativo ecologico che hanno verificato diverse violazioni in sei aziende e frantoi tra Supersano e Scorrano a partire dal mese di gennaio.

Smaltimento illecito di rifiuti, delle acque di vegetazione delle olive e delle sanse umide e sversamento nei canali di bonifica: sono scattati i controlli e i sequestri da parte dei carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Lecce, tra Scorrano e Supersano, in sei aziende del territorio, dove sono state riscontrate alcune violazioni.

Tutto ha avuto inizio dalla segnalazione dell’amministrazione comunale di Scorrano, che ha evidenziato il fenomeno, grave e diffuso, dello smaltimento illecito delle acque di vegetazione che, invece di essere riutilizzate in agricoltura come ammendante o smaltite come rifiuto speciale, venivano sversate direttamente nei canali di bonifica gestiti dal consorzio “Ugento li foggi” e da qui giungevano direttamente nelle vore naturali.

Verificata la gravità del fenomeno, che interessava sia la rete dei canali siti nelle zone agricole a confine tra Supersano e Scorrano, i carabinieri del Noe Lecce hanno effettuato numerose ispezioni presso aziende agricole e frantoi oleari ubicati nei comuni del territorio. Sei, come detto, le aziende controllate.

A Scorrano, in un’azienda di trasformazione di prodotti agricoli e di olive è stata sottoposta a sequestro una fossa scoperta, interrata e non impermeabilizzata, nella quale venivano stoccati i rifiuti liquidi costituiti dalle soluzioni acquose e dai fanghi prodotti dalle operazioni di lavaggio, pulizia e sbucciatura delle olive, che così venivano illecitamente smaltiti, per dispersione, nel sottosuolo. Venivano inoltre sequestrate due aree dell’azienda dove erano stati realizzati dei depositi incontrollati di rifiuti speciali, costituiti da inerti da demolizione, cemento, conci di tufo anche intonacati e con ancora la presenza di piastrelle ceramiche, sfalci di potatura, ferro e legname.

In una seconda azienda cooperativa del posto, veniva sequestrata un’area di circa 500 mq sulla quale era stato realizzato un deposito incontrollato di rifiuti speciali, pericolosi e non pericolosi, costituiti da rottami ferrosi di varia natura, un macchinario industriale utilizzato per la produzione dell’olio, parti e pezzi di macchinari aziendali in ferro, imballaggi in ferro all’origine contenenti vernici, quadri elettrici dismessi, grossi trasformatori elettrici presumibilmente contenenti pcb.

A Supersano, in un frantoio oleario, è scattato il sequestro preventivo d’urgenza di un’area di circa 150 mq sulla quale era stato realizzato un impianto, completo delle relative attrezzature elettriche ed idrauliche, dove veniva effettuato il lavaggio delle macchine operatrici, dei veicoli aziendali ed agricoli. Il sequestro si rendeva necessario in quanto i militari accertavano che il refluo industriale prodotto durante queste operazioni di lavaggio, frammisto al refluo costituito dalla percolazione della sansa umida stoccata in un deposito, veniva convogliato verso un foro praticato artigianalmente nel muro di recinzione e da qui veniva collettato in un sistema di canaline in cemento e di tubazioni in plastica, per poi venire scaricato sul terreno agricolo in assenza di qualsiasi sistema di depurazione e di necessaria autorizzazione.

In un secondo frantoio, un altro sequestro preventivo d’urgenza scattava per una fossa interrata e non impermeabilizzata delle dimensioni di circa 50 mq, all’interno della quale era stato realizzato un deposito incontrollato di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi, costituiti da fanghi provenienti dalle operazioni di lavaggio delle olive, percolanti di acque di vegetazione delle olive, pietrisco e fogliame provenienti dai macchinari di separazione e dalla lavatrice della cooperativa, ceneri della combustione rinvenenti dalla caldaia a nocciolino e stracci ed assorbenti intrisi da sostanze oleose.

Contestualmente si sottoponeva a sequestro un deposito di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi, tra cui imballaggi plastici contenenti sostanze pericolose, come erbicida disinfestante, olio lubrificante ed altri imballaggi in ferro, contaminati da liquami oleosi.

Sono state segnalate alla Procura della Repubblica di Lecce e alle competenti autorità amministrative 4 persone per il reato di smaltimento illecito di rifiuti, mentre in due aziende agricole non sono state ravvisate irregolarità con riferimento alla normativa ambientale.  

 

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