Condotta sottomarina, sindaco sospende progetto. No-Tub: “Ora niente tentennamenti”

lunedì 22 febbraio 2016

È quanto emerso nell’incontro tenutosi a Nardò, ma Indennitate del Movimento No-Tub/Associazione Basta Merda in mare, pur accogliendo come positiva la soluzione, auspica che non ci siano “tentennamenti e distinzioni”.

Ogni decisione in merito al progetto di condotta sottomarina e collettamento dei reflui fognari da Porto Cesareo al mare di Nardò sarà sospesa: è questo quanto annunciato nell’incontro "Alternative alla condotta sottomarina", organizzato da Agorà Notizia, il sindaco Marcello Risi.

Sollecitato a definire meglio i contorni di quest'impegno, Risi ha promesso un atto formale, che dovrebbe esser perfezionato nei primi giorni della prossima settimana. Agostino Indennitate del Movimento No-Tub/Associazione Basta Merda in mare, saluta la decisione come “positiva” ma auspica che non ci siano “tentennamenti o distinzioni di sorta”.

“Naturalmente – spiega -, questo cambio di linea non può farci stare tranquilli: vi è, infatti, una recente delibera del consiglio comunale, che non va nella stessa direzione e che, per questo, deve essere  necessariamente avversata con ogni mezzo, anche attraverso il ricorso alle vie giudiziarie. Ma non solo: sempre ieri si è appresa la notizia di un ‘commissariamento’ immediato, che potrebbe presentare ulteriori incognite rispetto alla già complicata situazione attuale”.

“Nardò – rammenta -, anche grazie alla forte richiesta di referendum promossa dal consigliere Pippi Mellone e sottoscritta da 3500 concittadini, ha dimostrato di non voler in alcun modo quest'opera sul proprio territorio”.

Indennitate ringrazia per l’impegno profuso dal movimento di Manduria, con in testa, tra gli altri, Mario Del Prete, Mimmo Fontana, ed il consigliere regionale Cristian Casili, che sta sostenendo la necessità di modificare totalmente il piano di tutela delle acque. “Abbiamo bisogno – sottolinea - di rivedere le politiche di gestione dei reflui, che non tengono in debita considerazione i rischi di desertificazione che il territorio sta correndo e, soprattutto, di dare una svolta alle politiche riguardanti tutto il territorio neretino, in considerazione degli effetti cumulativi delle fonti inquinanti”.

“Nardò – precisa - non è la fogna del Salento e dovrà dimostrarlo invertendo le politiche che, fino ad oggi, l'hanno condannata a raccogliere rifiuti e veleni da ogni dove, attraverso le discariche e lo scarico fognario a cielo aperto che è rappresentato dal canale Asso e che, nelle intenzioni miopi di taluni burocrati e amministratori, potrebbero condannarla a ricevere ulteriori scarichi fognari, come quelli di Portò Cesareo”.

 

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