Cavalli di ritorno, estorsioni e armi: arrestati in sei. Tra loro lo storico boss della Scu Nisi

lunedì 22 febbraio 2016

Blitz dei carabinieri di Gallipoli, questa mattina, con l’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per sei persone (una ai domiciliari) per estorsioni e associazione per delinquere.

Sono sei gli arresti eseguiti questa mattina dalla Compagnia dei carabinieri di Gallipoli, in un blitz che ha sgominato un'associazione a delinquere dedita a furti, ricettazione, traffico e spaccio di droga, porto e detenzione di armi. Le indagini sono partite dalla tenenza di Copertino chiamata a far luce su un “cavallo di ritorno”: il furto di un Fiat Doblò e la conseguente richiesta di denaro al proprietario per la restituzione nell'aprile del 2011.
La richiesta estorsiva, avanzata da Marco Caramuscio, ha acceso un faro sulle attività di Luigi Tarantini, detto Gino, soggetto vicino al boss Roberto Nisi dell'omonimo clan e vertice del gruppo criminale che operava tra Copertino, San Pietro in Lama, Monteroni, Lequile, Squinzano e Lecce. In un'intercettazione Tarantini si vanta di aver preso parte alla strage della Grottella: fu tra coloro che accompagnarono il responsabile nei luoghi dell'attentato.

I reati ricollegati dagli investigatori al gruppo criminale sono circa 35: estorsioni, ricettazione e furti di varia entità. A casa di Tarantini, una masseria in località “Pozzini” a San Pietro in Lama i carabinieri hanno ritrovato di tutto: dagli attrezzi agricoli a strumenti di bricolage fino ad anfore rubate. I beni venivano razziati in lungo e largo in tutta la provincia e quando non diventavano oggetto di “cavalli di ritorno”, venivano rivenduti e i proventi alimentavano il business del traffico di droga. Per quanto riguarda il traffico di stupefacenti la mole di indagini si allarga e coinvolge 43 persone, tutte indagate a piede libero. Le sostanze stupefacenti - cocaina, hashish e marijuana – venivano distribuite nelle “piazze” di Lequile, Squinzano, Trepuzzi e Lecce.

Gli arrestati sono:
Luigi Tarantini, Marco Caramuscio, Andrea Mancarella, Roberto Nisi, Biagio Pagano, Antonio Vadacca (detto Antonio ca ca).
Tra questi, il boss Nisi, Vadacca, Caramuscio, sono stati raggiunti dalle ordinanze del gip Cinzia Vergine dietro le sbarre del carcere.

 


 

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