Tar, al via nuovo anno giudiziario. Pasca "bacchetta" la pubblica amministrazione

sabato 20 febbraio 2016

Il presidente del tribunale amministrativo leccese evidenzia i buoni risultati dell’anno 2015 in termini di efficienza e di lavoro nello smaltimento dei ricorsi giacenti. Ma attacca l’inerzia della pubblica amministrazione.

Si è tenuta questa mattina a Lecce l’inaugurazione dell’anno giudiziario del Tar: nella relazione del presidente, Antonio Pasca, è emersa una chiara accusa all’eccessiva inerzia della pubblica amministrazione, che non sa dare risposte adeguate e rapide ai cittadini nel rispettare le sentenze definitive dei giudici. Le conseguenze di questo atteggiamento sono tutte da ritrovarsi nelle possibili ricadute economiche, con danni erariali, e con le derive, ovvero il ricorso alle “mazzette”.

“Un atteggiamento pervicace e ostinato dell’amministrazione in senso negativo per l’istante – si legge nell’intervento -, fino alla disobbedienza all’ordine del giudice e alla reiterazione di provvedimenti già censurati e annullati dal giudice amministrativo, può integrare un elemento sintomatico di comportamenti volti ad indurre o sollecitare l’istante ad aderire a ipotesi di remunerazione illecita per conseguire l’adempimento o la soddisfazione della pretesa invocata”.

Molti i cittadini che si sono rivolti al Tar di Lecce per ottenere che le pubbliche amministrazioni eseguissero le sentenze dei giudici, per una percentuale del 59% circa rispetto a tutte le questioni affrontate nel 2015 dal tribunale amministrativo. In aumento i ricorsi depositati (con particolare riferimento anche al singolare caso dei danni da emotrasfusioni, passati dai 9 del 2010 ai 155 del 2015).

Tra le note positive, il presidente del Tar ha sottolineato come il tribunale amministrativo leccese sia efficiente: a fronte di 3.214 ricorsi depositati nell’anno, ne sono stati definiti di più, ben 3.411 (con 3.096 sentenze e 315 decreti decisori). Avviato il programma per smaltire tutto l’arretrato, che ad oggi ammonta a 4.526 ricorsi giacenti.

“Offre temi preziosi di riflessione la relazione del presidente del Tar Lecce Antonio Pasca – spiega il deputato Pd, Salvatore Capone -, cui va l’augurio di buon lavoro. In particolare, ritengo importante il suo soffermarsi sulla necessità che le amministrazioni pubbliche siano capaci di rispondere tempestivamente alle istanze dei cittadini, impedendo che la pratica del silenzio assenso finisca col coincidere con una inerzia lesiva per tutti, e che cardine dell’azione amministrativa sia la trasparenza come fondamento della relazione con la cittadinanza e di buon governo”.

“Ancor più preoccupante – aggiunge -il dato relativo ai giudizi di ottemperanza, che rappresentano una percentuale abnorme pari al 58% dei ricorsi complessivamente depositati presso il Tar Lecce,  soprattutto quando ad essere sul tavolo sono diritti formatisi su questioni delicate come la salute e il diritto alla salute. Mi riferisco in particolare al riferimento puntuale sulle sentenze relative ai risarcimenti dei danni da emotrasfusione, vicenda sulla quale intendo personalmente intervenire presso il Ministero della Salute perché ritengo che, dinanzi a episodi così gravi e così determinanti per la vita delle persone, il risarcimento costituisca solo un debole palliativo e che dunque quel diritto sancito in giudizio vada tempestivamente garantito”.

 

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