La battaglia della mamma di Lorenzo: una petizione per rendere obbligatori i defibrillatori nei luoghi pubblici

mercoledì 17 febbraio 2016
Carla Gentile, mamma dello scomparso Lorenzo Toma, lancia online una petizione per rendere obbligatori i defibrillatori nei luoghi pubblici.

In memoria di Lorenzo, per evitare altre morti inutili.
Carla Gentile, mamma del giovanissimo Lorenzo Toma, morto improvvisamente lo scorso agosto in seguito ad un attacco cardiaco, ha trasformato il dolore in una battaglia. Da madre straziata, non potendo più lottare contro l'inevitabile, ha scelto di dare un senso alla sua terribile esperienza per cercare di rendere più sicuri i luoghi pubblici. Dopo una serie di iniziative, anche parlamentari, ha lanciato in queste ore una petizione sui social per chiedere di rendere obbligatori i defibrillatori in tutti i luoghi affollati. Quanto accaduto a Lorenzo, morto per una cardiopatia di cui la famiglia non era a conoscenza, non è un caso isolato. Tanti, troppi, i ragazzi che non vengono adeguatamente assistiti a causa dell'assenza di dispositivi salvavita. A volte, non sempre purtroppo, basterebbe avere a disposizione un defibrillatore per salvare una vita, ma ad oggi ci si affida esclusivamente alla buona volontà e alla sensibilità dei gestori, che se ne dotano a loro spese. La normativa attuale è carente, non prevedendo l'obbligo dei dispositivi o di presìdi di primo soccorso nei luoghi pubblici. La petizione punta invece a rendere obbligatori questi preziosi strumenti salvavita.
 
"Lorenzo è venuto a mancare a causa di una cardiopatia di cui non eravamo a conoscenza all'alba del 9 agosto in una sovraffollata (5.000 persone) discoteca del Salento" racconta Carla. "Il soccorso è stato inadeguato e improvvisato. La normativa attuale NON prevede l'obbligo né di defibrillatori, né di presidi di primo soccorso né la presenza, all'interno di tali tipologie di locali, di personale qualificato per il primo soccorso. La prima ambulanza con medico a bordo è arrivata dopo 40 minuti dal malore. Troppo tardi. Da madre straziata" continua "chiedo di sostenermi in questa battaglia affinché i vostri figli possano divertirsi, studiare e praticare sport in luoghi che garantiscano la loro sicurezza".

Qui si può firmare la petizione.

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