Banca popolare pugliese, utile netto superiore ai 10 milioni di euro

sabato 13 febbraio 2016

Il consiglio di amministrazione ha approvato la situazione economico-patrimoniale al 31 dicembre 2015, con numeri molto positivi.

Il consiglio di amministrazione della Banca Popolare Pugliese ha approvato la situazione economica e patrimoniale al 31 dicembre 2015, che si chiude con un utile netto di 10,12 milioni di euro.

La raccolta diretta ascende a 2.878,51 mln di euro, in crescita del 4,22%  su dicembre 2014. La raccolta indiretta è pressoché stabile a 1.144,53 mln di euro (-0,60%), mentre quella complessiva a 4.023,04 mln di euro registra un incremento del 2,80%.

A tal proposito va ricordato che il dato della raccolta diretta è stato interessato dalla conversione della II tranche del Prestito Obbligazionario Subordinato Convertibile per circa 21 mln. Al lordo di tale conversione la crescita della raccolta diretta si sarebbe attestata al 4,97%. I crediti totali netti ascendono a 2.373 mln di euro (+4,81% ).

Sotto controllo il rapporto fra sofferenze nette e impieghi a clientela netti, che è al 5,7%,  sostanzialmente in linea con la media nazionale e  ben al di sotto della media regionale.

Quanto ai dati di conto economico, il margine d’interesse è di 88,22 mln di euro (-5,47%), quello d’intermediazione è di 146,84 mln di euro (+3,43%). Dopo aver scontato, fra l’altro, rettifiche su crediti e accantonamenti al fondo rischi e oneri per 44,87 mln di euro e rilevato imposte positive per 1,57 mln di euro, l’utile netto si attesta a 10,12 mln di euro, consentendo, così, da un lato di sottoporre ai Soci, che si riuniranno in assemblea domenica 17 aprile 2016, alle ore 9,30, in Gallipoli presso il Teatro Italia, la distribuzione di un dividendo di euro 8 centesimi per azione e dall'altro di rafforzare il patrimonio netto  - che, comprensivo dell'utile realizzato, passa da 344,37 mln di euro a 368,49 mln di euro (+7,0%)  e  la solidità patrimoniale della Banca.

In conseguenza di ciò i coefficienti patrimoniali della Banca Popolare Pugliese, che mettono in relazione i diversi livelli di capitale con l’attivo ponderato per i rischi di credito, operativo e di mercato, si attestano al 14,63% il Cet 1 Ratio (Coefficiente di capitale primario di classe 1) ed il Tier 1 Ratio (Coefficiente di capitale di classe 1) ed al 15,03% il Total Capital Ratio (Coefficiente di capitale totale). 

“Tali coefficienti patrimoniali - dice il Direttore Generale Mauro Buscicchio -  si collocano sui livelli più alti fra quelli di  sistema, come si legge sull'ultimo bollettino economico di Banca d’Italia, e sono di gran lunga al di sopra del livello minimo richiesto alla Banca dall’Autorità di Vigilanza a seguito dello SREP”.

Il  Cet 1 Ratio è peraltro molto vicino al TCR, per il fatto  che i capitale totale della Banca è essenzialmente rappresentato da capitale primario di prima classe.

Una gestione particolarmente attenta e la realizzazione di proventi finanziari hanno permesso di fronteggiare gli effetti causati da un'economia territoriale ancora in difficoltà e gli oneri derivanti dalle novità normative che hanno interessato il sistema bancario in materia di classificazione del credito deteriorato e di contribuzione ex-ante al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi ed al Fondo di Risoluzione Nazionale, recentemente istituito, in favore del quale, alla contribuzione ordinaria, si è aggiunta la contribuzione straordinaria di euro 3,0 mln per la risoluzione delle quattro banche in crisi.

Nel 2015 si è assistito, infatti, ad un incremento delle sofferenze lorde e più in generale dei crediti deteriorati lordi con rettifiche su crediti crescenti (41,5 mln), perseguendo, in sintonia con gli indirizzi della Vigilanza, il rafforzamento degli indici di copertura/di rettifica che si sono portati, considerando anche le partite già imputate a perdite sulle posizioni in essere, al 61,64% per le sofferenze ed al 47,61% per i crediti deteriorati.

“È stata data, così, attuazione - continua il Direttore generale - all'indirizzo voluto dal Consiglio di Amministrazione della Banca di accrescere il livello di copertura dei crediti deteriorati, anche per rispondere pienamente alle sollecitazioni provenienti dalle Autorità di Vigilanza”.

Le altre spese amministrative crescono del 9,11% per effetto dei richiamati contributi ordinari ex-ante e straordinari pari complessivamente a 3,4 mln. Al netto di dette contribuzioni tali spese si sarebbero mantenute sullo stesso livello dello scorso anno, con effetto positivo sul risultato economico finale, che, quindi, sarebbe stato superiore rispetto a quello odierno.

Aumenta il numero dei soci a quota 33.254 (+366) e quello dei clienti attivi che ascende a 229 mila, mentre il numero delle filiali, grazie all'acquisizione dei sei sportelli da Banca Carim, passa a 101, con rafforzamento della rete territoriale in Molise ed espansione in Abruzzo.

Proseguono anche gli investimenti sulle risorse con l'assunzione di 30 giovani a fronte di 28 cessazioni del rapporto di lavoro. 

In linea con gli obiettivi del Piano Strategico 2015-2018, volti a rafforzare l'autonomia del Gruppo ed ampliare la propria area di operatività in territori limitrofi e contigui a quelli già presidiati per favorire una migliore diversificazione del rischio e lo sviluppo della produttività, nel IV trimestre del 2015 è entrata a far parte del Gruppo la Banca del Lavoro e del Piccolo Risparmio di Benevento, con i suoi sette sportelli dislocati in due regioni (Campania e Molise).

Dopo questa operazione, la raccolta verso clientela del Gruppo Bancario BPP si porta a euro 4.181 mln (+ 6,83 % rispetto al 2014 ), gli Impieghi Lordi a 2.659 mln (+ 10,83%) e quelli netti a 2.457 mln (+ 8,68%).   

Sulle prospettive dell'esercizio in corso, il Presidente Vito Primiceri afferma con convinzione: “Anche se la ripresa in Italia procede fra luci ed ombre, l'evoluzione dell'attività della Banca pure nel 2016  sarà positiva e frutto della strategia aziendale che vuole assicurare la crescita del Gruppo attraverso il potenziamento della rete di vendita, investimenti sulle risorse umane e tecnologiche, solidità patrimoniale autofinanziata e consolidamento dei coefficienti patrimoniali già ampiamente al di sopra dei minimi richiesti. Sono questi i capisaldi che ci consentiranno di continuare a fare banca in modo sano ed equilibrato per creare valore nel tempo sia per quanti lavorano nel Gruppo, sia per i Soci, sia per gli altri stakeholder che interagiscono con esso e, così facendo,  essere di supporto alle famiglie e alle piccole e medie imprese”.

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