Postamat chiusi di sera, parlamentari pugliesi scrivono ai ministri: “Impedire il disservizio”

sabato 13 febbraio 2016

Esponenti politici pugliesi hanno scritto ai ministri delle Infrastrutture, dello Sviluppo economico e dell’Interno, per avere risposte chiare sul caso dei Postamat chiusi.

Si sono rivolti al ministro per le Infrastrutture e i Trasporti, Graziano Delrio, al ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi, e al ministro dell’Interno, Angelino Alfano, i parlamentari pugliesi per capire cosa stia succedendo alle Poste.

Da qualche giorno, infatti, non è più possibile effettuare dei prelevamenti dagli sportelli postamat nelle ore notturne, quando gli uffici chiudono, e nei weekend, quando gli uffici sono chiusi.

Il provvedimento vale solo per la Puglia e per la provincia di Matera e i responsabili dell'azienda hanno fatto sapere solamente che si tratta di una misura di prevenzione, a contrasto dei numerosi episodi di furti e danneggiamenti ai danni degli Atm.

Chi volesse tentare di usufruire del servizio negli orari proibiti, s'imbatterebbe in una frase sul display che spiega il perché della mancata possibilità di ottenere i propri soldi.

Dalle Poste, sempre a mezzo messaggio sul display, fanno sapere che si spera che la misura sia temporanea, invocando un ritorno a non meglio specificate “condizioni di normalità” che possano permettere di riattivare il prelevamento notturno e festivo.

Dopo qualche giorno di attesa, per chiarire cosa stia accadendo, è arrivata l'interrogazione che i parlamentari pugliesi hanno presentato ai ministri interessati

«Così come si è appreso in queste ultime ore dagli organi di stampa, Poste Italiane ha stabilito che nella regione Puglia i postamat saranno operativi soltanto durante gli orari di apertura degli uffici postali, per evitare ulteriori assalti criminosi, come quelli verificatisi nelle ultime settimane – riassumono deputati e senatori - tale decisione, sempre a quanto appreso dalle pagine dei giornali, sarebbe stata assunta lo scorso sabato 6 febbraio, giorno in cui Poste Italiane ha deciso di disattivare le macchine automatiche, consentendo il prelievo di denaro contante agli sportelli in tutta la regione Puglia e nella provincia di Matera soltanto durante gli orari d'ufficio, così da porre fine ai furti più volte perpetrati negli orari in cui gli uffici postali sono chiusi; non si è a conoscenza se si tratti o meno di un provvedimento provvisorio ma al momento la società non avrebbe annunciato quando e se gli sportelli automatici torneranno a funzionare giorno e notte; allo stato attuale, pare che il provvedimento sia cautelativo; alla chiusura degli uffici i postamat vengono svuotati del contante dal personale per essere riforniti e resi disponibili soltanto al successivo turno lavorativo, quando il personale è operativo e presente; sempre a quanto appreso dai media, lo scorso 6 febbraio sarebbero apparsi alcuni cartelli che avvisavano la clientela, qualora si fosse recata a prelevare denaro con le carte presso gli sportelli automatici, con un chiaro avviso: “Gentile cliente, per motivi di sicurezza il servizio è attivo durante gli orari di apertura dell’ufficio postale”, e a quanto specificato dalla direzione della società, sarà loro cura preparare un nuovo messaggio più completo per spiegare ai clienti i motivi dell’interruzione del servizio; solo negli ultimi venti giorni, in tutta la regione gli assalti ai postamat sarebbero stati una ventina, gli ultimi due lo scorso 5 febbraio a Palo del Colle e Toritto, cittadine in provincia di Bari, e Poste Italiane avrebbe spiegato così la sua scelta: “Gli assalti degli ultimi giorni, oltre a obbligarci a limitare il prelievo agli orari di sportello, hanno provocato ulteriori problemi ai cittadini perché alcune sedi sono rimaste chiuse per i lavori di ripristino dei muri e riparazione delle macchine Atm danneggiate. Molte persone anziane sono state costrette a spostarsi ad altri uffici per ritirare la pensione”».

Riassunta la faccenda, i parlamentari passano alle richieste di chiarimento ai ministri interpellati.

«Vorremmo sapere dai ministri interrogati se siano informati della decisione di Poste Italiane, se non intendano intervenire affinché non si perpetri un disservizio ai danni dei cittadini, dimostrando che lo Stato è in grado di combattere l’illegalità diffusa e la delinquenza nella regione Puglia».

Il punto, quindi, è tutto lì. Può lo Stato permettere alle Poste di interrompere un pubblico servizio perché non in grado di contrastare la criminalità sul suolo pugliese?

I firmatari dell'interrogazione sono: Liliana Ventricelli, Ludovico Vico, Michele Bordo, Gero Grassi, Salvatore Capone, Elisa Mariano, Federico Massa, Dario Ginefra, Alberto Losacco, Colomba Mongiello, Michele Pelillo.

Fonte: Brindisisette news. 

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