Salvestroni: “Duello col Gravina? Non dare nulla per scontato, vincerà chi sbaglierà meno”

venerdì 12 febbraio 2016

Il giocatore del Casarano fa il punto sulla stagione in corso e sulle possibilità di arrivare in alto.

Dalla Toscana, sua terra d’origine, alla Puglia, il passo è stato breve, anzi brevissimo. Dopo dieci anni di onorata carriera con indosso le maglie più significative del calcio nostrano, Tommy Salvestroni non può non sentirsi pugliese d’adozione. Fasano, Massafra, Ostuni, Francavilla, Grottaglie e poi l’anno scorso la strepitosa stagione col Monopoli che gli è valsa la vittoria della Coppa Italia di Serie D. Quest’anno la scommessa di Casarano, che poi tanto scommessa non è, perché, come recita un famoso spot televisivo, a Casarano non si vendono sogni ma solide realtà. Lo insegnano la storia, il blasone, la piazza.

“Sicuramente sarebbe stato bello poter dare continuità al discorso iniziato col Monopoli – ammette Salvestroni -. “Ma rimanere in Lega Pro non è facile e poi la società ha optato per calciatori più giovani. Quando è arrivata la chiamata del Casarano non ho avuto la minima esitazione, qualunque giocatore desidererebbe indossare la maglia rossazzura. Ho fatto l’ennesimo investimento su me stesso, sulla società e sull’ambiente”. Attualmente gli uomini di mister Toma sono in piena lotta per la vittoria del campionato, nonostante un gap di cinque punti dal Gravina. Per rendere la squadra ancora più competitiva, la società ha fatto l’ennesimo sforzo di mercato e ha riportato a Casarano Raphael Carminati, segno che crede ancora nel salto diretto di categoria. “In questo momento la classifica dice che dobbiamo inseguire. Il distacco di cinque punti ci proietta di più verso un discorso play off, ma con la rosa che abbiamo sarebbe da pazzi non credere nella vittoria del campionato. Carminati è un calciatore importante, conosce già l’ambiente e il mister, è una freccia in più nel nostro arco. Andando avanti cercheremo di vincere tutte le partite, ma purtroppo non dipende solo da noi”.

Molto dipende, infatti, dal Gravina. Ma dal punto di vista psicologico è meglio inseguire o essere inseguiti? “Per quanto mi riguarda è sempre meglio stare in vetta e lasciare agli altri il compito di rincorrere. Il Gravina è in una situazione ideale, ma non bisogna dare nulla per scontato. Il campionato è ancora lungo e vincerà chi sbaglierà di meno. La cosa certa è che la vittoria nello scontro diretto ha portato ancora più fiducia e ci ha resi più consapevoli della nostra reale forza”. Ma cos’ha in più il Gravina rispetto al Casarano, tanto da giustificare questo margine di vantaggio? “Sicuramente sono stati più continui di noi e hanno perso meno partite. Noi abbiamo avuto un novembre nero, dove abbiamo perso parecchi punti. Quest’anno il campionato mi sembra più equilibrato”. Più forte, dunque, il Gravina? “Il mio Casarano non ha rivali: è la squadra più forte per rosa, società e blasone. Al Gravina invidio solo la classifica”. Fino a ora i rossazzurri hanno mostrato un cammino esterno piuttosto deficitario, a differenza dei murgiani, che hanno un andamento più o meno equivalente tra casa e trasferta.

Dei quarantasette punti in classifica solo sedici sono arrivati lontano dal “Capozza”. “È proprio in trasferta che ci è mancata la continuità. Vincere fuori non è mai facile, ma probabilmente, all’inizio, ha inciso un fattore psicologico. Adesso abbiamo la consapevolezza di poter fare risultato su tutti i campi”. Quanto ha inciso Antonio Toma? “Il mister è stato bravo a capire il momento, a valutare gli uomini che aveva a disposizione e a plasmare su di essi il modulo più adatto. Quando all’inizio si è reso che il suo 4-2-4 poco si sposava con le caratteristiche dei calciatori presenti in rosa, non ha esitato a cambiare. Il nuovo modulo ci ha conferito più solidità difensiva, adesso subiamo meno gol. Ma ci tengo a sottolineare che anche mister Oliva ha fatto il suo. Se siamo in questa posizione è anche grazie ai punti conquistati sotto la sua guida”. Di nuvoloni sopra il cielo di Casarano ne sono passati in questa stagione, dalle dimissioni del direttore Manta all’esonero di Mimmo Oliva. Quanto, queste traversie, possono aver inciso sull’andamento della squadra? “Prendere ad alibi questi fatti sarebbe troppo facile. Certo, un po’ di serenità la tolgono all’ambiente, ma dobbiamo pensare al presente e al futuro prossimo, cancellare novembre e dare continuità ai risultati, perché abbiamo avuto troppi alti e bassi”.

E nel prossimo turno il Casarano sarà chiamato alla prova Trani. Vietato compiere passi falsi. “I biancazzurri sono in un momento di forma straordinario. Il mercato di riparazione ha rivoluzionato il volto della squadra. Sappiamo che non sarà una passeggiata, ma abbiamo un unico risultato: la vittoria”. Riavvolgendo il film della stagione in corso, c’è una partita delle recriminazioni e una della svolta? “Le recriminazioni maggiori riguardano sicuramente la gara persa a Leverano, dove siamo stati capaci di dilapidare un numero cospicuo di palle gol, a differenza loro, che sono stati bravi a capitalizzare una delle rare occasioni avute. Una partita della svolta non esiste. Probabilmente dopo l’eliminazione dalla coppa, che ci ha segnati, abbiamo preso consapevolezza che da lì in seguito avremmo certamente potuto fare di più e meglio. La vera svolta è stata nell’arrivo di giocatori che hanno portato una rinnovata freschezza e nel susseguirsi di tante prestazioni positive”. E questo è il film della squadra. A livello personale com’è il bilancio fino a questo momento? “Preferisco aspettare la fine della stagione per fare un consuntivo. Di sicuro mi auguro di approdare in Serie D, in caso contrario sarebbe un grosso rammarico”.

Fonte: Salentosport.net

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