Piano di riordino ospedaliero, la proposta che riguarda l’Asl di Lecce sul tavolo di Emiliano

mercoledì 10 febbraio 2016

Dall’accorpamento delle funzioni alle eccellenze da “spalmare”: ecco alcune delle possibili novità al vaglio del governatore pugliese e che, a breve, potrebbero diventare effettive.

Ancora qualche giorno di passione e il piano di riordino ospedaliero pugliese sarà ufficiale. “La proposta che riguarda la Asl di Lecce è già sul tavolo del presidente – ha anticipato il commissario straordinario Silvana Melli nel corso del convegno sulle patologie ano-rettali, – Per noi il piano prevede una riduzione delle risorse di 30 milioni. Un taglio – aggiunge – che, operando con razionalità e oculatezza, non è stato difficile operare”.

Silvana Melli proporrà al governatore Emiliano di mettere da parte gli «accorpamenti funzionali», fra i reparti degli ospedali di Galatina-Copertino e Casarano-Gallipoli, che tanto hanno fatto discutere, fino alla mobilitazione delle piazze. Gli accorpamenti delle funzioni sono previsti dal regolamento regionale n. 14 del giugno scorso, sono stati ratificati dal Collegio di direzione della Asl e sembravano la soluzione per un’azienda dalle spese ormai insostenibili. A questo punto ci sarà un dietrofront? Si cercherà di non mortificare nessun ospedale per evitare i conflitti fra i territori?

«Niente accorpamenti – propone la Melli - Bisogna fare in modo di rendere l’ospedale di base attrattivo, anche per altre province, puntando sulla specializzazione e concentrando le eccellenze. Se saremo creativi – aggiunge - questo sarà possibile; facendo attenzione a non perdere di vista l’appropriatezza delle prestazioni».

La manager dell’azienda leccese si augura e spera che la proposta, elaborata nelle scorse settimane, sia accolta a Bari. E si professa ottimista. «Confido e mi auguro – ha detto - che ci possa essere qui a Lecce una spinta culturale e innovativa. Noi ci dobbiamo preoccupare delle eccedenze delle prestazioni (soprattutto quelle inappropriate). E parlando di economie la dottoressa Melli ha anticipato che «si dovrà lavorare per ridurre almeno del 10 per cento le negatività degli ospedali di base».

Fonte: Salute Salento. 

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