Senzatetto cancellati dall'anagrafe comunale, Codici: "Attendevano casa da due anni"

mercoledì 10 febbraio 2016
La grave situazione di due coniugi di San Cesario denunciata dall'associazione Codici che ha chiamato in causa anche la Prefettura. 

Una famiglia di senza tetto attende da due anni un alloggio popolare e ora si vede anche cancellata dal registro anagrafico comunale.
La difficile situazione dei coniugi Miggiano-Astro è descritta dall'avvocato Stefano Gallotta dell'associazione Codici, impegnata nella tutela dei cittadini con particolare riferimento alle persone più indifese ed emarginate.
“Nel 2013 i due coniugi furono sfrattati per morosità e finirono a dormire nella propria autovettura, non trovando altra dimora, pur trovandosi al sesto posto nella graduatoria degli alloggi di ERP del Comune di San Cesario di Lecce - spiega Gallotta - il signor Paolo è affetto da gravi patologie invalidanti che ne mettono a serio repentaglio la salute e lo espongono a pericolo di vita. E' un soggetto plurinfartuato, affetto da diabete e da altre gravi patologie che necessita di utilizzo notturno del respiratore artificiale.Lo scorso luglio il suo stato di salute si è ulteriormente aggravato a seguito di una coronopatia ostruttiva che lo ha costretto a sottoporsi a un intervento cardiochirurgico d'urgenza, con applicazione di quattro by pass e successive complicazioni. Le compromesse condizioni di salute imporrebbero al signor Paolo l'osservanza di terapie mediche e farmacologiche con modalità ben scandite durante le 24 ore, terapie evidentemente incompatibili con la sua condizione di “senza tetto”: basti pensare, ad esempio, che il respiratore artificiale indispensabile per garantire il riposo notturno funziona a corrente elettrica. A completare questo drammatico quadro sociale c'è la presenza di una minore di 10 anni che, dall'epoca dello sfratto, dimora presso i nonni materni, la disoccupazione e ora questa iniziativa del Comune di San Cesario, fuori da ogni logica giuridica e umana”.
Codici chiama in causa in prima persona il sindaco di San Cesario, Filippo Romano che in una lettera inviaa lo scorso 8 febbraio ha risposto che
 “Questo Comune ha seguito con scrupolo la normativa in materia di residenza ed è stata avviata la procedura di cancellazione per irreperibilità dei signori sul territorio comunale”. 

“E' bene rammentare – dichiara l'avv. Stefano Gallotta, segretario responsabile di Codici Lecce, associazione impegnata nella tutela dei cittadini con particolare riferimento alle persone più indifese ed emarginate – che gli effetti della perdita della residenza anagrafica sono devastanti. Nel caso dei signori Miggiano – Astro ciò comporta, tra l'altro, l'immediata cancellazione dalle graduatorie per l'assegnazione di un alloggio di Edilizia Residenziale, sulla quale la famiglia faceva affidamento per poter riprendere a condurre un'esistenza dignitosa; e il non poter godere appieno dell'assistenza sanitaria nazionale, con la perdita del medico curante e ogni relativa conseguenza circa la prescrizione degli indispensabili medicinali salvavita che il signor Miggiano deve assumere quotidianamente.

Prosegue Gallotta che quella posta in essere dal Comune di San Cesario “è una iniziativa utile solo a sbarazzarsi di questa famiglia e degli impegni assunti. Mi sono recato personalmente dal Sindaco per chiarire la vicenda e mi sembrava che ci fosse una disponibilità a porre rimedio alla situazione con il ricorso al buon senso, anche a seguito dell'interessamento della Prefettura di Lecce ma, evidentemente, non è così. Come se non bastasse, nella lettera del 8 febbraio il sindaco minaccia l'intervento dei servizi sociali per la minore, che vive tranquillamente a casa dei nonni, sebbene non veda l'ora di ricongiungersi con i genitori sotto uno stesso tetto”.

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