Evade dal carcere di Forlì lanciandosi dal muro di cinta: salentino riacciuffato poco lontano

martedì 9 febbraio 2016

Alex Spedicato deve scontare 6 anni per una rapina compiuta a dicembre a Manerbio, insieme ad Alessio De Mitri.

 Ha cercato di scappare dal carcere, gettandosi dal muro di cinta. Alex Spedicato, 24enne di Carmiano si è reso protagonista di una fuga, ieri pomeriggio, tentato di allontanarsi dal carcere di Forlì. Spedicato è ha scavalcato il muro mentre si trovava nel locale passeggi. Un tentativo che non è passato inosservato: un agente, addetto alla vigilanza esterna del muro di cinta, ha cercato di fermalo. Ne è nata una colluttazione. Spedicato si è divincolato, gettandosi da oltre 6 metri di altezza.

L’allarme è scattato immediatamente: Spedicato è stato rintracciato in una villetta abbandonata poco lontana dal carcere forlivese. Ha riportato la frattura del perone e del ginocchio. Agli agenti ha dichiarato che voleva andare a trovare la madre in fin di vita.

Il 24enne era in carcere per aver rapinato, insieme al complice Alessio De Mitri, anche lui di Carmiano, una gioielleria a Manerbio nel bolognese.

I due, nel dicembre scorso, erano entrati nel negozio con il volto scoperto, fingendosi clienti: uno dei due ha immobilizzato il proprietario con una mossa di aikido puntandogli una pistola alla gola mentre l'altro ha tirato fuori un sacco dalla tasca e ha arraffato tutti i preziosi sul bancone e anche quelli dentro la cassaforte rimasta aperta. Il tutto davanti agli sguardi attoniti della moglie del gioielliere e delle altre persone presenti nel negozio, costrette ad inginocchiarsi a terra sotto la minaccia dell'arma.

In pochi minuti avevano racimolato preziosi per un valore di 315mila euro scappando per raggiungere una Lancia Phedra parcheggiata nei pressi. Le indagini dei carabinieri erano partite dalle immagini della telecamera di sicurezza ma ancora più importante è stato il ritrovamento della Lancia Phedra la sera stessa a Ravenna.

L'auto, infatti, era risultata essere stata rubata a Lecce il giorno prima della rapina, il 3 dicembre. 

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