L’albero della cuccagna nel cuore del Barocco: inaugurata l’opera di Mimmo Paladino

domenica 7 febbraio 2016

Inaugurata ieri, in Largo Santa Croce, l’opera di Mimmo Paladino che fa parte della rete espositiva nazionale curata da Achille Bonito Oliva.  

È stata inaugurata in Largo Santa Croce l’opera  L'Albero della Cuccagna di Mimmo Paladino, che fa parte della mostra curata da Achille Bonito Oliva “L'Albero della Cuccagna. Nutrimenti dell'arte”, una rete espositiva diffusa in tutta Italia, dalla Valle d’Aosta alla Sicilia, tra musei e fondazioni pubbliche e private che coinvolge 45 artisti, scelti dal critico d’arte per realizzare opere ispirate al tema arcaico dell'albero della cuccagna.

Un simbolo di abbondanza eletto dall’arte a monito, per invitare a riflettere sui temi dell'alimentazione e sulle sue implicazioni sociali. In sintonia con Expo 2015, partner del progetto. Il progetto è stato promosso e sponsorizzato da Art&Co Gallerie in collaborazione con l'associazione Spirale di Idee e il Comune di Lecce.

“Siamo lieti – ha sottolineato il sindaco di Lecce, Paolo Perrone - di poter accogliere a Lecce l’Albero della cuccagna simbolo tradizionale e mitologico di fertilità e prosperità. Ringraziamo Mimmo Paladino che torna ad abbracciare Lecce e il ‘suo’ Sud. Le reminiscenze barocche ci balzano agli occhi ammirando le forme e i colori di questa sontuosa struttura incastonata tra i merletti barocchi di Santa Croce e Palazzo dei Celestini, Ringraziamo anche Achille Bonito Oliva per aver inserito quest’opera nel progetto nazionale Nutrimenti d’arte”.

“L’albero della cuccagna” di Mimmo Paladino segna, dunque,  il ritorno dell’artista a Lecce e nel Salento, luoghi che lo hanno visto protagonista nel tempo del progetto Intramoenia Extra Art - Castelli di Puglia a Muro Leccese, della Quinta Triennale d’Arte Sacra Contemporanea, della nascita di FòcarArte e di un’edizione della Notte della Taranta.

“Nella convinzione che sia lo spazio a definire la dimensione dell’opera e quanto mai affascinato dalle architetture, dalle storie e dalle consuetudini di un Sud che mi appartiene – sottolinea Mimmo Paladino - ho inventato per Lecce una sorta di macchina barocca alta quindici metri formata dal sovrapporsi e dall’intersecarsi, progettato e casuale al tempo medesimo, di uno, due, tre ... cento numeri 1, 2, 3, tutti in legno, da leggersi quali definiti ed identificati moduli scultorei oltre che chiara allusione all’infanzia ed al gioco. Rammentando anche il significato di quelle tre cifre, e passando dal 3 simbolo della perfezione e origine del movimento, al concetto di espansione che si identifica nel 2, al valore unificante e infinito, al limite del divino, dell’1 cuspide verso il cielo dell’albero della cuccagna. Colorando tutto di blu, nella conferma della dimensione immateriale del messaggio”.

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