Tragedia del clochard Dino, Salvemini: "Stop alla polemica politica, serve uno sforzo straordinario"

sabato 6 febbraio 2016

Carlo Salvemini, Lecce città Pubblica, commenta la morte di Dino, clochard molto conosciuto a Lecce: "Serve una rimodulazione delle proiorità. La gestione ordinaria non è sufficiente".

"La tragedia di Dino,
il senza tetto morto tra i sedili della sala d'aspetto della stazione, non deve alimentare lo scontro politico ma aumentare la consapevolezza di una realtà sociale drammatica che impone una impegno straordinario. La gestione ordinaria purtroppo da sola non basta". Così il consigliere Carlo Salvemini, Lecce Città Pubblica, commenta la tragica morte del closchard Dino, vittima di un ssistema che non riesce a tutelare i più deboli.

"Non riesco ad alzare la voce e puntare il dito davanti a fatti dolorosi come questi. Ho esperienza sufficiente per sapere che se ci fossi stato io al posto di Perrone sarebbe potuto comunque accadere" continua "Perché non dimentico gli annuali rapporti della Caritas provinciale sull'aumentare della povertà a Lecce. Perché non dimentico i rapporti della Caritas nazionale che ci informano che dall’inizio della crisi ad oggi (2007-2014) la povertà assoluta in Italia è raddoppiata, passando da 1,8 a 4,1 milioni di poveri. Perché non dimentico che come tutti gli esperti ricordano il nostro sistema di welfare nazionale è ancora del tutto inadeguato a intervenire sulla povertà diffusa. Perché non dimentico che i comuni si trovano nella drammatica situazione di dover gestire la crescita drammatica dei bisogni sociali disponendo di minori risorse per farvi fronte a causa dei tagli alla spesa pubblica".

"Oggi la nostre politiche di assistenza e supporto a chi vive in situazioni di disagio sociale sono fragili. Senza il fondamentale lavoro delle solidarietà garantito dalla diocesi la situazione sarebbe ancor più grave. Da tempo diciamo che dobbiamo sapere fare di più con meno. Da tempo diciamo che senza una legge nazionale di contrasto alla povertà i territori hanno reti di sostegno bucate. Questo non significa alzare bandiera bianca e deresponsabilizzarsi. Dobbiamo essere consapevoli della della necessità di dotare Lecce di tutti gli strumenti di governo per la gestione dell'emergenza abitativa in città finora inesistenti. Dobbiamo essere consapevoli della necessità di dare un'accelerazione all'apertura dei centri per senza tetto da tempo attesi. Dobbiamo essere consapevoli che nella costruzione del bilancio comunale è tempo di azzerare gli stanziamenti sulla serie storica (ribadire impegni degli anni precedenti) e rimodulare la spesa pubblica sulla base di nuove priorità".
"Per me" aggiunge "deve essere questo il terreno di confronto politico maggioranza-minoranza. Siamo tutti coinvolti nella gestione di un passaggio delicato della vita sociale nel nostro Paese. Dove la crescita economica è bloccata, il lavoro non cresce, la povertà si estende, i bisogni sociali aumentano, le risorse del welfare nazionale e locale sono insufficienti".
"Navighiamo da tempo in mari agitati con imbarcazioni fragili. Non solo a Lecce.  
Anche per questo abbiamo chiesto il mese scorso un consiglio comunale sul tema dell'emergenza abitativa (è già all'ordine del giorno della prossima seduta). Anche per questo" conclude "abbiamo chiesto da tempo di rendicontare l'attività 2014-2016 dell'ambito territoriale sociale di Lecce. Serve uno sforzo supplementare, straordinario. Innovativo. Non è più possibile pensare di fare le stesse cose del passato in un paesaggio sociale oggi profondamente cambiato. In peggio".

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