Gestione rifiuti a Brindisi: tra gli arrestati il sindaco Consales e un commercialista leccese

sabato 6 febbraio 2016

Le ipotesi a carico degli accusati sono di abuso di ufficio e corruzione.

Gli agenti della Digos gli hanno notificato l’ordinanza di custodia cautelare nella sua abitazione, al rione Bozzano, dove è attualmente sottoposto ai domiciliari. Assieme a lui sono stati colpiti da ordinanza di custodia cautelare anche l’imprenditore Luca Screti (in carcere) ed il commercialista Massimo Vergara, a cui sono stati concessi i domiciliari come al primo cittadino. Sono accusati, di concorso in corruzione continuata, frode in pubbliche forniture, truffa aggravata ai danni di un Ente pubblico e gestione abusiva di una discarica. 
Cinquecento le pagine di richiesta di misura cautelare, per un’inchiesta che – come ha detto il Procuratore Capo Marco Dinapoli nel corso della conferenza stampa svoltasi stamani in Procura (alla presenza anche del questore, del dirigente della Digos e dei due Pm Giuseppe De Nozza e Savina Toscani) – “è stata fatta senza l’ausilio delle intercettazioni telefoniche. Si è trattato – ha detto – di esaminare migliaia di documenti, di spulciare le carte alla ricerca di pezzettini del puzzle che poi è stato necessario ricomporre per formulare l’ipotesi accusatoria”. 
Contestualmente alle tre ordinanze di custodia cautelare, è stato disposto il sequestro preventivo dell’impianto di biostabilizzazione e di produzione di Cdr che si trova nella periferia della città, in Strada Pandi. 
L’inchiesta, avviata nel 2013, è molto complessa ed articolata e ruota attorno alla gestione dei rifiuti in città. Luca Screti è amministratore della 'Nubile srl', l'azienda incaricata dal Comune di Brindisi per il trattamento, la biostabilizzazione e la produzione di Cdr e Css dai rifiuti urbani. Vergara, invece, è un commercialista, nonché responsabile amministrativo della Nubile. 
Tutto è partito da un’indagine, già a giudizio, ovvero quella sulla News, l’agenzia di informazione (di cui Consales era amministratore sino al 2012, anno della sua elezione), a cui fu prorogato un  contratto da parte del Comune di Brindisi per call center  e rassegna stampa e che, a parere dei PM, era una proroga che celava un abuso in atti d’ufficio. Da questa indagine, la Digos ha esaminato la situazione economica di Consales, in qualità di ‘vecchio’ titolare della News ed è emersa una esposizione debitoria rilevantissima nei confronti del fisco. Sono stati esaminati  tutti i documenti e le movimentazioni bancarie, da cui risultava sia l’esistenza del debito ma, soprattutto, in che modo Consales vi aveva fatto fronte o vi stava facendo fronte. Un modo – a detta della Procura – molto opaco: il debito era stato frazionato, cioè l’interessato aveva ottenuto una rateizzazione del pagamento. La prima rata del pagamento, però, risultava pagata da un dipendente di Equitalia e con modalità strane: l’uomo, infatti, aveva versato sul suo conto corrente una somma in contanti, pari a 6600 euro, trasferita in un assegno circolare che poi era stato utilizzato per quietanzare la rata del debito stesso. “Modalità anomale - ha detto il Procuratore - per la norma antiriciclaggio che non consente di effettuare versamenti in contanti superiori ai mille euro”. Si è, così, deciso di approfondire e di fare accertamenti anche sugli altri pagamenti fatti per lo stesso debito. Ed  il risultato è stato che ben sei rate del debito erano state tutte estinte con modalità anomale. Sino all’ultimo versamento, effettuato da Consales negli uffici della Posta. Ma i conti correnti di Consales non giustificavano una movimentazione di denaro sia in entrata che in uscita tali da  consentire il pagamento di queste rate. Gli inquirenti hanno, quindi, verificato da dove potessero arrivare quei soldi.  Ed è qui che è iniziata un’altra indagine (la prima è andata in giudizio per abuso ufficio e concussione in danno dei dipendenti Equitalia).
Inizialmente, questa nuova indagine – è stato detto nel corso della conferenza stampa - era per reati di ricettazione e di riciclaggio, perché si pensava che quel denaro contante fosse provento di una attività illecita. Poi, si è compresa una certa ‘vicinanza’ di rapporti tra Consales e l’amministratore della Nubile Luca Screti, proprio a causa dei passaggi di denaro contante effettuati da Vergara che, di fatto, forniva la provvista per estinguere le rate del debito del sindaco. “E dato che questo signore – ha detto Dinapoli – non ci risultava potesse avere interesse per estinguere lui i debiti di Consales, abbiamo ipotizzato che questi soldi venissero, in  realtà, dalle casse della Nubile srl. Quindi, siamo andati alla ricerca dei motivi per cui Nubile avesse potuto effettuare tale esborso e dei possibili contatti tra Consales e Screti, ottenendo parecchi elementi convergenti. L’esame dei tabulati e le prove dichiarative hanno dimostrato che ci sono stati numerosi incontri riservati tra il sindaco e lo stesso Screti, avvenuti peraltro fuori dalla sede istituzionale ed ai quali non erano ammesse altre persone. Nel corso di tali incontri, è capitato che Consales portasse a Screti documentazione relativa alla messa in funzione dell’impianto di Cdr e, quindi, documenti di competenza del Comune. Non solo. Nel corso di una delle perquisizioni, nel pc della Nubile è stato trovato anche un progetto di revamping dell’impianto di Cdr che era esattamente quello mandato dal sindaco alla Regione, ma che aveva firmato come se fosse stato prodotto dall’Amministrazione comunale. Il tutto, a conferma del fatto che ci fosse tra i due un sodalizio che non era certo diretto alla salvaguardia del bene della comunità brindisina.  Successivamente – ha proseguito il Procuratore – abbiamo verificato anche l’iter relativo all’impianto di Cdr ed abbiamo scoperto che tale impianto, progettato nel lontano 2001, era stato collaudato poco dopo, ma in realtà non era  mai entrato in funzione. Nel 2012, poi, era stata fatta una gara d’appalto, vinta proprio dalla Nubile, ma l’impianto non era mai entrato in funzione in quanto obsoleto: presentava parecchie criticità, non era più tecnicamente adeguato, perché era superato dalla tecnologia e dalla normativa e, soprattutto, perchè la Nubile non aveva dato le garanzie richieste dalla legge. Tuttavia, nel novembre 2013, arriva l’autorizzazione a favore della Nubile, ad aprire l’impianto di gestione di rifiuti, nonostante non ci fossero i requisiti per farlo”.
In sintesi, la Procura - ha formulato, a carico di Consales, un reato di corruzione ipotizzando che la Nubile, tramite interposte persone, abbia versato in contanti, con modalità non tracciabili, parte del debito (30mila euro in sei rate, ndr) che Consales aveva con Equitalia. Il tutto, in cambio di utilità, consistite nell’autorizzazione emessa nel novembre 2013, a favore della Nubile per l’apertura dell’impianto.
“Le ordinanze odierne – ha concluso Dinapoli - sono il momento finale di un lavoro investigativo molto lungo. Si è fatto ricorso soltanto ai tabulati telefonici per la tracciabilità delle conversazione, al fine di trovare riscontro oggettivo ad alcune dichiarazioni che erano state fate da persone informate sui fatti e dalle perquisizioni che hanno, poi, dato risultati utilizzabili per la pubblica accusa. Perquisizioni domiciliari fatte a carico delle persone sospettate, a seguito delle quali (“una coincidenza cronologica non priva di significato - l’ha definita il Procuratore), da quel momento in poi, sono cessati i pagamenti ad Equitalia con le modalità opache sino ad allora appurate.  
L’indagine, è stato detto, non si esaurisce qui. E’ evidente che ci sono state molte ‘leggerezze’ da parte delle persone indagate. In quanto al danno che questa condotta fraudolenta ha causato, basti dire che l’indagine fatta dal consulente tecnico quantifica, solo nel 2014, un maggiore guadagno per la Nubile pari a 3 milioni e 300mila euro ed un maggior danno per i Comuni dell’Oga di circa 500mila euro, che sono la quota pari ai maggiori tributi versati dai cittadini. 

Pamela Spinelli

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