Mammografo Nardò, Casili: “Contatterò i vertici Asl: non si gioca con la salute dei cittadini”

venerdì 29 gennaio 2016

Il consigliere regionale del M5s annuncia la volontà di contattare Silvana Melli, direttore generale dell’Asl Lecce, per far luce sul rischio di trasferimento del mammografo. Poi stoccate ai rappresentanti del Pd.  

“Contatterò nelle prossime ore il direttore generale dell’Asl Lecce, Silvana Melli, per riportare la questione sui giusti binari scongiurando il trasferimento del mammografo valutando le possibili soluzioni per il suo utilizzo nel presidio di Nardò”.  Ad annunciarlo è Cristian Casili, consigliere regionale del M5s, che interviene sul rischio di trasferimento del mammografo di ultima generazione appena arrivato nel poliambulatorio locale e sottolinea come questo sarà solo il primo passo a garanzia e tutela del diritto alla salute  dei neretini: “Lotteremo affinché il Piano di riordino ospedaliero non sia appannaggio del politico di turno ma una risposta concreta ai fabbisogni sanitari dei cittadini”.

Quindi, arriva la stoccata al Partito Democratico: “Noto con piacere le fibrillazioni dei colleghi Sergio Blasi e Ernesto Abaterusso, nonché del sindaco Risi sulla questione. Tuttavia devo ricordare che costoro, oggi evidentemente in odore di campagna elettorale, sono parte integrante di quella stessa classe dirigente che ha svenduto l’ospedale neretino. Non si gioca con la salute dei cittadini”.

 Secondo Casili, alla prova dei voti in consiglio regionale si potrà appurare se alle “chiacchiere seguiranno i fatti”. Il nuovo Piano di riordino ospedaliero, infatti, di cui ancora non si conosce il contenuto, “non può non  tenere in alta considerazione le caratteristiche strutturali dei nosocomi salentini e i fabbisogni sanitari territoriali lasciando da parte i campanilismi e gli interessi politici  guardando alla geografia della Regione, alla demografia, alle  distanze e alla rete viaria”.

 “I cittadini di Nardò sono stanchi di essere depredati – puntualizza – e il trasferimento del mammografo tanto atteso dalla comunità è solo l’ultimo sfregio che ci apprestiamo a subire, depotenziando ulteriormente un altro servizio poliambulatoriale essenziale  per la prevenzione e  la diagnostica dei tumori al seno. Ciò è ancor più grave se pensiamo alla congestione causata dalle lunghe liste d’attesa che impediscono per talune patologie diagnosi rapide, che possono salvare vite umane”. 

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