Ripreso a pescare 5 kg di datteri, scappa ma viene rintracciato a casa e denunciato

venerdì 29 gennaio 2016

Un uomo di Nardò è stato ripreso grazie alle telecamere di videosorveglianza nella pratica illegale: l’uomo si sottrae al controllo e tenta la fuga, ma viene rintracciato nella sua abitazione e finisce denunciato.

Stava pescando datteri di mare, ma finisce nella rete dei controlli e sono guai per un pescatore di Nardò, sorpreso nella pratica illegale dai militari dell’ufficio locale marittimo di Torre Cesarea e della Capitaneria di porto di Gallipoli.

Gli uomini della Guardia Costiera hanno documentato tutta la fase della pesca del “dattero di mare”, condotta da un cittadino neretino nelle acque prospicienti la penisola della Strea di Porto Cesareo, grazie alle telecamere di videosorveglianza dell’Area marina protetta di Porto Cesareo di recente installazione, e che già in passato hanno consentito di scoprire e sanzionare comportamenti illegittimi.

In questo caso, il sistema ha permesso di registrare tutti i movimenti e i luoghi dove, di volta in volta, il trasgressore spostava, per occultarlo, il recipiente contenente circa cinque chilogrammi di datteri di mare.

All’arrivo della pattuglia via terra, il pescatore, ignaro di essere stato filmato, non confermava la proprietà del pescato, la cui raccolta, detenzione e commercializzazione è proibita al fine di limitare i gravi danni ambientali derivanti dall’impiego di martelli e attrezzi simili utilizzati per divellere la roccia immersa e raccogliere il dattero.

Al momento del controllo, subito dopo aver negato la raccolta illegale, l’uomo si sottraeva al fermo fuggendo a bordo del proprio furgone. In breve tempo i militari risalivano alla sua identità e lo rintracciavano nella sua abitazione. Si procedeva, su disposizione del magistrato di turno, alla perquisizione del mezzo utilizzato per scappare, all’interno del quale veniva rinvenuto e sequestrato equipaggiamento subacqueo e l’attrezzatura atta a frantumare la roccia, utilizzati per la raccolta della specie ittica protetta.

L’uomo è stato denunciato in stato di libertà non solo per la pesca illegale del dattero di mare ma anche per reati ambientali relativi alla distruzione e deturpamento di bellezze naturali site nell’Area marina protetta, nonché per resistenza a pubblico ufficiale.

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