False fatturazioni e iva evasa: la Gdf sequestra tre immobili del valore di 350mila euro

giovedì 28 gennaio 2016

Al centro dell’indagine due società, entrambe con sede a Gallipoli: una operante nella costruzione di edifici residenziali e non, e l’atra impegnata nell’installazione di impianti idraulico-sanitari.

Evasori totali per tre anni. Finite nel mirino della compagnia della Guardia di Finanza di Gallipoli dell’indagine due società, entrambe con sede a Gallipoli: una operante nella costruzione di edifici residenziali e non, e l’atra impegnata nell’installazione di impianti idraulico-sanitari. I finanzieri hanno sequestrato preventivamente “per equivalente” per reati tributari, tre immobili, per un valore catastale complessivo di circa 350mila euro, pari all’ammontare dell’Ires e dell’Iva evase. Nel corso dell’attività ispettiva tributaria con riferimento alle annualità d’imposta 2010, 2012 e 2013, iniziata a settembre 2014, è emerso, oltre all’occultamento di una parte consistente della base imponibile, anche un “giro” di false fatturazioni tra le due società, per un ammontare complessivo di oltre 360mila euro: l’obiettivo era quello di evadere le imposte attraverso l’indebita deduzione di elementi passivi fittizi relativi a costi di fatto mai sostenuti.

Sono stati recuperati a tassazione elementi di reddito pari a circa 5,5 milioni di euro ed accertata evasione di Iva per oltre 500mila euro.

L’ordinanza di sequestro è stata emessa dal gip presso il Tribunale di Lecce, Vincenzo Brancato, su richiesta del pm, sostituto procuratore Massimiliano Carducci

Al fine di ricostruire la posizione fiscale delle due società, le Fiamme Gialle hanno proceduto ad effettuare l’accesso, oltre che presso i locali aziendali, anche presso il domicilio dei rappresentanti legali, su autorizzazione della Procura della Repubblica di Lecce, acquisendo agli atti delle verifiche documentazione extracontabile, relativa ad operazioni commerciali “in nero” e, quindi, mai transitate sulla contabilità ufficiale delle aziende.

All’interno degli stessi locali, è stata ritrovata la contabilità di entrambe le aziende, le quali avevano stabilito la propria sede legale ed amministrativa presso il lo stesso indirizzo, a riprova della contiguità nella gestione aziendale dei due soggetti economici.

I finanzieri, nel corso delle due verifiche, hanno svolto indagini sui rapporti bancari delle società e dei loro rispettivi rappresentanti legali.

Sono stati denunciati alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lecce i due rappresentanti legali per i reati fiscali di infedele e fraudolenta dichiarazione mediante l’utilizzo ed emissione di fatture per operazioni inesistenti.

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