Stop agli sporcaccioni: è legge il divieto di gettare in terra mozziconi e chewingum

mercoledì 27 gennaio 2016
Dal 2 febbraio diventa legge il divieto di gettare a terra scontrini, mozziconi e chewingum: multe da 30 a 300 euro. 

Niente più mozziconi, chewingum e scontrini per terra. Dal 2 febbraio chi si ostinerà a non usare i cestini anche per questi piccoli e invadenti oggetti di uso comune, incorrerà in multe dai 30 ai 300 euro. 
Lo scorso 18 gennaio, infatti, è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale la Legge n.221 del 28 dicembre 2015 (Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell'uso eccessivo di risorse naturali). Il provvedimento sarà in vigore dalla prossima settimana ed è volto a contrastare il fenomeno dell'abbandono nell'ambiente dei rifiuti di prodotti da fumo e di altri rifiuti di piccolissime dimensioni (scontrini, fazzoletti di carta, gomme da masticare...), prevedendo il divieto di abbandono di tali rifiuti nel suolo, nelle acque e negli scarichi (art. 40).

A Lecce, in realtà, un’ordinanza dirigenziale dell’Ufficio Ambiente, la n.499 del 2011, prevedeva già l’obbligo di tutti i titolari di pubblici esercizi di dotarsi di adeguati cestini e posacenere da collocare all’ingresso dell’attività. Il provvedimento, emanato nell’ambito della campagna “Lotta alla Cicca Selvaggia”, prevedeva sanzioni per gli esercenti fino a 500 euro.

“Non ci sono più scuse per chi inquina l’ambiente gettando qualcosa per terra senza pensarci due volte e senza fare qualche passo in più per raggiungere un cestino dei rifiuti" dichiara l’Assessore all’Ambiente del Comune, Andrea Guido "In particolare, fino ad ora, non esistevano normative nazionali che limitassero la dispersione nell’ambiente dei mozziconi di sigaretta, ma solo singole iniziative da parte di alcuni comuni più attenti come il nostro. Dal prossimo 2 febbraio, invece, finalmente arriva una svolta importante. Anche se rimango convinto che la soluzione del problema resterà comunque legata intimamente alle abitudini e a quelle determinate gestualità dei fumatori. Qui non si tratta di ridurre il consumo di sigarette, quindi, ma si rileva necessaria l’adozione di comportamenti responsabili e rispettosi dell’ambiente e della salute altrui. Le cicche di sigaretta sono un rifiuto pericoloso per l’ambiente e non facilmente biodegradabile" continua Guido "le fibre di acetato di cellulosa, di cui è composto il filtro, una volta immesse nell’ambiente, non scompaiono ma si accumulano nel suolo e nelle acque superficiali e in quelle marine. II danno ambientale viene aggravato dalle 4000 sostanze chimiche che il filtro ha assorbito durante la combustione della sigaretta".

"L’emergenza ambientale provocata dalle cicche" spiega ancora l'assessore "è frutto della mancanza di norme comportamentali, della scarsa consapevolezza della loro pericolosità e della cattiva gestione di questo rifiuto. Le cicche di sigaretta disperse nell’ambiente naturale non sono solo brutte da vedere, ma costituiscono una reale minaccia per la vita acquatica e la fauna selvatica. Ogni anno milioni di animali marini perdono la vita a causa dell’ingestione di cicche di sigaretta scambiate per cibo. Occorre tenere presente - afferma ancora l’Assessore all’Ambiente - che la raccolta delle cicche, infine, risulta particolarmente difficile a causa delle loro ridotte dimensioni. I mozziconi di sigaretta, infatti, rimangono facilmente intrappolati nelle fessure, nelle intercapedini, nei tombini e nei cespugli, dove i mezzi di spazzamento manuali e meccanici non riescono ad arrivare. Negli ambienti naturali si rende addirittura necessaria una raccolta manuale, con costi elevati, per rimuoverle dalle rocce, dalla vegetazione e dalle spiagge. La collettività spende cifre considerevoli per ripulire strade e marciapiedi dalle cicche, con risultati non sempre soddisfacenti. Ho già scritto a tutte le forze dell’ordine che operano in città" conclude Andrea Guido "chiedendo la massima attenzione nel far rispettare la nuova norma e affinché Vigili e Ispettori Ambientali siano supportati e coadiuvati dagli operatori delle altre forze dell’ordine in una campagna a mio avviso storica, come questa che ci accingiamo a intraprendere”.


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