Il grido d’allarme della polizia penitenziaria: “Siamo in emergenza, mancano 200 unità”

sabato 23 gennaio 2016
La denuncia del sindacato di polizia penitenziaria Osapp: "A due mesi dal caso dell’evasione di Perrone, ancora nessuna integrazione di personale per la polizia penitenziaria: sotto di 200 unità". 

Sono passati più di due mesi dal clamoroso caso dell'evasione di Perrone, che riaccese un faro sulle pessime condizioni di lavoro della polizia penitenziaria. Ma oggi ancora nulla è cambiato. Il personale è sotto di circa 220 unità, i mezzi a loro disposizione sono obsoleti e le condizioni di lavoro non sono nè i sicurezza, nè a norma. 
E' un grido d'allarme quello che arriva oggi del segretario leccese dell'Osapp, il sindacato della polizia penitenziaria,
 Ruggiero Damato: "La casa circondariale di Lecce" denunciano "è abbandonata dall'amministrazione centrale. Non sono arrivati rinforzi di Uomini per sopperire alla carenza di circa 200 unità, e tanto meno di mezzi di nuova generazione e autovetture, costringendo i Poliziotti a operare sempre in emergenza e con mezzi scarsissimi e obsoleti contro la legge e normative vigenti". Ma non solo, perchè una situazione di emergenza riguarda anche le forniture per i poligoni di tiro, come spiegano: "Per parecchi poliziotti sono ferme a 7/8/9 anni addietro. Manca la fornitura di vestiario, e le poche nuove tute mimetiche dopo pochi lavaggi si sfibrano e perdono colore, tanto da uminliare chi le indossa".

"Alla luce delle notizie che si rincorrono a carattere nazionale" continua "auspichiamo che come da anni la Segreteria Generale con il segretario generale dottor Leo Beneduci, auspice, mettendo in campo le realtive inziative, si realizzi il passaggio della polizia penitenziaria al Ministero dell'Interno come 8° qualifica della Polizia di Stato, cosa che darebbe dignità a un Corpo di Polizia Penitenziaria ormai in agonia, facendo così risparmiare milioni di euro abolendo dividendi generali del Dap e Prap a ogni livello, ormai fallimentari, adottando così il sistema francese".

"Siamo in attesa dalla segreteria generale di direttive per forme di proteste eclatanti che a breve porteremo a conoscenza dei cittadini italiani unici nostri datori di lavoro" aggiunge "che con il sacrificio e il pagamento delle tasse ci danno la possibilità di percepire stipendio. Per tanto chiediamo alla politica tutta di avere il coraggio di fare una riforma, come hanno fatto con i nostri colleghi della Forestale, dando al Paese un corpo di polizia degno del ruolo di garanti della sicurezza e smantellando dei baracconi che costano milioni di euro che non servono a nulla".

        

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